“Avevo due paure”: ad Alghero il documentario sulla memoria che resiste
Un viaggio tra volti e paesaggi della Resistenza per celebrare il 25 aprile attraverso gli occhi di chi scelse la libertà.
Venerdì 24 aprile alle 19.00 nella Sala Conferenze de Lo Quarter, la Società Umanitaria di Alghero, in collaborazione con la sezione algherese dell’ANPI intitolata a Marisa Musu, propone la proiezione di Avevo due paure, il nuovo film documentario di Theo Putzu e Paolo Cagnacci [Italia, 2026, 52’].
Il film è un viaggio spazio-temporale tra persone e luoghi della Resistenza. Le testimonianze emergono come in una scatola nera della memoria: storie drammatiche, malinconiche, emozionanti, tutte accomunate dalla stessa immensa voglia di libertà. I dettagli strettissimi su volti, occhi, bocche mostrano che quel tempo non ha spento, in queste persone, il desiderio di trasmettere i valori per cui, quando erano poco più che ragazzi e ragazze, hanno rischiato la vita. La luce nei loro occhi è un segno di speranza per le nuove generazioni, un invito a difendere democrazia e libertà. I paesaggi di oggi sono lo spazio esistenziale di ieri: la montagna come casa e teatro di queste piccole grandi storie. Ruderi, sentieri, bunker diventano frammenti visivi di una memoria che resiste.
La proiezione si inserisce nelle celebrazioni del 25 aprile e dialoga con il messaggio lanciato quest’anno dall’ANPI nazionale, che richiama il valore storico e politico del 1946: accanto alla Liberazione, la vittoria della Repubblica, la conquista del voto alle donne e la nascita dell’Assemblea Costituente. È l’avvio della costruzione di uno Stato democratico fondato sul lavoro e sul ripudio della guerra.
A ottant’anni di distanza, quel percorso viene rimesso in discussione dal ritorno della guerra, dei nazionalismi e delle derive autoritarie. Da qui la necessità di ritrovare, nella memoria della Resistenza, un’energia condivisa capace di contrastare queste tendenze e riaffermare i valori di pace, giustizia sociale e democrazia. Richiamando il giuramento dei sopravvissuti di Mauthausen: “La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la sola via per la collaborazione pacifica tra stati e popoli”, l’ANPI ribadisce la necessità di opporsi a queste derive. Se c’è un nuovo fascismo, c’è anche una nuova Resistenza. E dopo la Resistenza, c’è sempre una Liberazione.

















