L’abbraccio del “Marino” alle Pink Flamingos: 700 km in bici contro il cancro

La carovana delle 15 cicliste oncologiche fa tappa nell'ospedale catalano: «Non sopravvivere, ma vivere. Lo sport è un inno alla vita oltre la malattia»

Settecento chilometri sui pedali e settemila metri di dislivello per dimostrare che il cancro si può sconfiggere anche riconquistando la propria libertà in sella a una bicicletta. Ha fatto tappa nel pomeriggio di oggi all’ospedale “Marino” di Alghero la carovana delle Pink Flamingos, il gruppo di 15 cicliste che hanno affrontato il percorso della malattia oncologica e che ora stanno attraversando la Sardegna in lungo e in largo per sostenere le altre donne in cura.

Ad accoglierle nel presidio algherese, in un clima di forte commozione e solidarietà, c’erano i vertici della Asl di Sassari – tra cui la direttrice dei servizi socio-sanitari Annarosa Negri e il direttore sanitario Vito La Spina –, il personale della Ssd di Oncologia guidato da Davide Santeufemia e la direttrice del presidio ospedaliero Giovanna Leonarda Giacconi. Il cuore del progetto sta nel rifiuto del ruolo di semplici “pazienti”, trasformandosi invece in atlete della propria rinascita.

«Siamo un gruppo di donne che ha attraversato la malattia e abbiamo deciso di fare dello sport un obiettivo, scegliendo non di sopravvivere, ma di vivere», ha spiegato con forza Cristina Concas, presidente e ciclista della ASD Flamingo’s Roads. «Spesso patologie così importanti si accompagnano a periodi di grande solitudine che vanno a braccetto con la depressione. Avere un obiettivo così importante richiede un impegno e allenamenti costanti che vanno avanti tutto l’anno, e fanno di noi il gruppo che siamo».

Il messaggio lanciato dalle cicliste è chiaro e punta dritto al benessere psicologico: «Vogliamo essere d’esempio per altre donne che hanno incontrato o incontreranno la malattia; vogliamo testimoniare che si può riprendere in mano la propria vita. Le cure mediche sono primarie, ma non bisogna assolutamente trascurare la mente: è necessario imporsi piccoli o grandi progetti e impegnarsi a realizzarli».

Un approccio, quello delle Pink Flamingos, che sposa appieno le più moderne visioni della medicina di supporto, come sottolineato dai dirigenti sanitari presenti all’incontro.

«La volontà di queste donne ci indica come anche nei percorsi oncologici la partecipazione attiva e la determinazione siano fondamentali», ha dichiarato il direttore sanitario della Asl di Sassari, Vito La Spina. «In assenza di una partecipazione sentita del paziente tutto diventa difficile. Quando invece le persone sono motivate, si impegnano attivamente e arrivano a concludere il percorso di cura. Proprio come in una gara, arrivano alla fine della tappa».

Sulla stessa linea la direttrice dei servizi socio-sanitari, Annarosa Negri: «Oltre al valore dello sport, c’è il grande messaggio che loro vogliono lasciarci: un vero inno alla vita. La cura non è solo ospedale e terapia; la cura è vicinanza, ascolto e capacità di guardare avanti nonostante tutto».

Dopo l’abbraccio di Alghero, la sfida della solidarietà su due ruote non si ferma. La pedalata delle Pink Flamingos ripartirà già domani alla volta di Sassari e Ozieri (con un incontro fissato all’ospedale “Segni” alle ore 15:00). Nei prossimi giorni la carovana toccherà Olbia, Nuoro e Lanusei, per poi tagliare il traguardo finale sabato 20 giugno a Cagliari, nella cornice del Parco di Molentargius.

15 Giugno 2026