Riforma dei Barracelli, il Coordinamento Regionale: “Testo fondamentale per valorizzare il nostro ruolo di polizia rurale”
Audizione in Consiglio regionale per i rappresentanti del corpo. Il capitano Paddeu: "Nessuno stravolgimento, rimaniamo guardie rurali dei Comuni"
Un passaggio atteso da quasi quarant’anni per aggiornare le regole di una storica istituzione e superare una disciplina ormai superata dai tempi. Il Coordinamento Operativo Regionale delle Compagnie dei Barracelli ha espresso vivo compiacimento per l’avvio dell’esame della proposta di legge numero 227 sulla polizia locale rurale, discussa in audizione davanti alla Prima Commissione presieduta da Salvatore Corrias. I rappresentanti del corpo hanno espresso un ringraziamento particolare ai promotori dell’iniziativa, i consiglieri Michele Ciusa e Roberto Deriu, per aver sostenuto con convinzione “una riforma attesa da tempo e fondamentale per il futuro del corpo” dopo decenni di attesa.
Nel corso del confronto in aula consiliare, i vertici dei barracelli hanno chiarito i punti chiave del testo per allontanare qualunque equivoco sulle competenze degli altri organi di sicurezza. A ribadirlo è stato il capitano Riccardo Paddeu, comandante ad Alghero: “Ci teniamo a precisare che questa riforma non punta a stravolgere lo status dei barracelli né ad ampliarne arbitrariamente le funzioni. I barracelli continueranno a rimanere guardie rurali dei rispettivi Comuni, alle dirette dipendenze funzionali del Sindaco, non si crea una nuova entità di polizia; non si parla in alcun modo di dipendenza contrattuale, né si toglie alcuna competenza alla Polizia Locale o al Corpo Forestale regionale”. L’obiettivo principale della legge, ha evidenziato ancora Paddeu, è infatti quello di “eliminare finalmente quelle frammentazioni operative e procedurali e quelle ambiguità normative che, nel corso degli anni, hanno purtroppo esposto molti barracelli a notevoli e ingiuste problematiche legali durante lo svolgimento del proprio dovere”.
Sulla realtà del territorio è intervenuto anche il capitano Giuseppe Vargiu, comandante di Bessude, spiegando come molti compiti non riescano a essere coperti da altre forze per motivi di organico o per l’ampiezza delle aree rurali: “Negli anni, quel principio di sussidiarietà sul campo è diventato ordinarietà e, in molti casi, vera e propria sostituzione. Questa norma ha il grande pregio di riconoscere formalmente questo aspetto e di normarlo, dando una cornice di legittimità a un servizio indispensabile per le comunità”. Proprio in virtù di questo equilibrio, dal Coordinamento è stato lanciato un richiamo alla serenità del dibattito, con l’auspicio di “una rigorosa correttezza istituzionale da parte del Corpo Forestale e della Polizia Locale, escludendo qualsivoglia forma di ingerenza o pressione esterna lungo tutto il percorso di discussione e approvazione”, aggiungendo che “il legislatore regionale deve poter legiferare in piena autonomia e serenità per il futuro delle Compagnie dei Barracelli e per il bene dei territori, senza condizionamenti di parte”.
I rappresentanti hanno infine ricordato l’urgenza di pensionare la vecchia legge regionale 25 del 1988, giudicata del tutto anacronistica rispetto alle novità del Testo Unico degli Enti Locali e all’evoluzione della società sarda. Tra le esigenze primarie presentate alla Commissione figurano il superamento del precariato nella carica di comandante, regole uguali su tutta l’Isola e una netta separazione rispetto al volontariato del Terzo settore. Concludendo il proprio intervento, il Coordinamento ha lodato l’apertura mostrata dall’assessore agli Enti Locali Francesco Spanedda e ha garantito massima disponibilità a collaborare con il tavolo tecnico appena costituito, ricordando che con ben 466 anni di storia iniziata nel 1560, le compagnie rappresentano un pilastro democratico e identitario che merita piena dignità e tutela legislativa.

















