Dalla Sardegna ai mercati globali del riciclo della plastica: Maurizio Guzzi racconta la rivoluzione dei Plastic Credit

“La plastica può diventare una risorsa. E questa rivoluzione è già iniziata”

Maurizio Guzzi e Jussy Saloranta, CEO Corsair Group International

Da Alghero ai mercati internazionali del Chemical Recycling e dei Plastic Credit. Maurizio Guzzi, imprenditore originario di Battipaglia ma algherese d’adozione, racconta il suo percorso nel settore del riciclo chimico della plastica, un mercato ancora poco conosciuto ma destinato, secondo gli esperti, a rivoluzionare l’economia circolare mondiale.

Maurizio Guzzi, da dove nasce il tuo interesse per il riciclo chimico della plastica?

Tutto nasce dall’amore per l’ambiente e dalla consapevolezza che il problema dei rifiuti plastici è ormai una delle emergenze più gravi a livello mondiale. Quando ho scoperto che esistevano tecnologie capaci non solo di eliminare questi rifiuti, ma addirittura di trasformarli in una nuova risorsa, ho capito che volevo far parte di questa rivoluzione.

Quando è avvenuto il tuo ingresso in questo settore?

Nel 2024 ho conosciuto la Corsair Group International, azienda internazionale specializzata nel riciclo chimico della plastica attraverso il processo di pirolisi. Grazie a questa tecnologia, i rifiuti plastici vengono trasformati in olio di pirolisi, una materia prima che può essere riutilizzata per produrre nuova plastica. È il principio perfetto dell’economia circolare: il rifiuto diventa risorsa. Da lì è iniziato tutto.

Qual è stato il tuo percorso all’interno dell’azienda?

Sono entrato in Corsair Connect, unica rete commerciale globale collegata al gruppo, e ho iniziato un intenso percorso di formazione e studio. Ho visitato gli impianti di pirolisi in Finlandia e quelli in Thailandia, partecipando a incontri internazionali e corsi di formazione. Più studiavo questo mercato e più capivo quanto fosse destinato a crescere.

Nel 2025 ho ricevuto la candidatura come “Rising Star”, riconoscimento assegnato alle persone che hanno avuto la crescita professionale più rapida all’interno della rete globale. Nello stesso anno il gruppo mi ha premiato con azioni della Corsair Capital per il ranking di carriera raggiunto e successivamente sono stato selezionato tra i 100 partner internazionali autorizzati come Introducing Broker per la promozione delle attività del gruppo a livello globale finalizzato alla vendita delle azioni della Corsair Capital, in previsione dell’entrata del Gruppo al NYSE di New York, la borsa più grande al mondo.

Perché il problema della plastica è così urgente?

I numeri parlano da soli. Ogni anno nel mondo vengono prodotte circa 450 milioni di tonnellate di plastica. Pensiamo che il peso complessivo dell’intera umanità è stimato in circa 400 milioni di tonnellate: significa che in un solo anno produciamo più plastica del peso di tutti gli esseri umani messi insieme. E il dato più grave è che solo una piccola parte viene realmente riciclata. Il resto viene briciato negli inceneritori, finisce nelle discariche, nei fiumi e negli oceani.

Esistono vere e proprio isole di plastica galleggianti nell’oceano, una è grande quanto la Spagna la Francia e la Germania messi insieme, un nuovo continente di plastica che fluttua nell’oceano, nel frattempo le microplastiche entrano nell’aria, nell’acqua e nel cibo che consumiamo quotidianamente. Secondo studi del WWF, ogni persona ingerisce mediamente circa 5 grammi di microplastiche a settimana, l’equivalente di una carta di credito.

E qual è la soluzione proposta da Corsair Group?

La soluzione è il riciclo chimico attraverso la pirolisi. Con questa tecnologia, la plastica non viene semplicemente smaltita ma trasformata in nuova materia prima. L’olio di pirolisi prodotto può essere utilizzato dall’industria petrolchimica per creare nuova plastica, riducendo l’utilizzo del petrolio tradizionale.

Tutto il processo avviene rispettando standard internazionali molto severi, con basse emissioni e certificazioni come ISCC Plus. La domanda globale di questo prodotto è enorme e continua a crescere. Tra i partner industriali figurano grandi realtà internazionali del settore energetico e della chimica che ovviamente producono nuova plastica, come Shell, che acquista l’olio di pirolisi di Corsair sia in Asia che in Europa.

Tu parli spesso della rivoluzione del “Plastic Credit”. Di cosa si tratta?

Il Plastic Credit è uno strumento destinato a diventare sempre più importante nei prossimi anni. Funziona in modo simile ai Carbon Credit utilizzati per compensare le emissioni di CO2. Ogni volta che Corsair Group o una delle aziende consorziate, raccolgono e riciclano un quantitativo specifico di plastica, vengono generati crediti di plastica, tracciabili su Blockchain e verificati da Auditor internazionali (Control Union), i CSR Plastic Credit.

Le aziende che inquinano possono acquistare questi crediti per compensare il proprio impatto ambientale legato alla plastica immessa nell’ambiente. È un sistema che collega chi produce inquinamento con chi invece investe concretamente nel recupero e nel riciclo dei rifiuti plastici.

Qual è oggi il tuo ruolo?

Il mio lavoro, così come quello di tutti i partner della rete globale Corsair Connect, consiste principalmente nell’informare e aiutare aziende e privati a comprendere questa trasformazione e a compensare il proprio inquinamento da plastica. Molte imprese ancora non sanno che le normative europee stanno cambiando radicalmente e che presto saranno direttamente responsabili del fine vita degli imballaggi che producono o commercializzano.

Per questo con la rete globale Corsair Connect, organizziamo formazioni e presentazioni settimanali, attraverso zoom o vere e proprie giornate di incontri, in Italia in Europa e nel resto del mondo. Anche io faccio presentazioni attraverso zoom o quando sono qui ad Alghero, nel mio ufficio in Piazza Civica, completamente gratuite, dove incontro privati o responsabili di aziende per una presentazione dal vivo della nostra missione e dove parliamo di economia circolare, Plastic Credit, normative europee e opportunità future, in vista della rivoluzione sostenibile.

Quanto stanno incidendo le nuove normative europee su questo settore?

Moltissimo. La vera accelerazione è arrivata grazie alle nuove normative europee che obbligano progressivamente le aziende a utilizzare plastica riciclata nella produzione di nuovi imballaggi e a prendersi cura dei rifiuti immessi nell’ambiente. Questo ha fatto esplodere la domanda di olio di pirolisi e di tecnologie legate al riciclo chimico.

Tra le normative più importanti ci sono la SUP Directive, la Plastic Tax, l’EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) e il PPWR, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, che entrerà pienamente in vigore dal 12 agosto 2026. Da quel giorno tutti i Brand che utilizzano packaging per i loro prodotti, saranno obbligati a: Inquinare meno, utilizzare plastica riciclata e rendre il packaging riutilizzabile e riciclabile al 100%. Se non ci riescono, per quel 20/30% che mancano, possono utilizzare come servizio di rimozione come i crediti di plastica.

Anche i criteri ESG avranno un ruolo fondamentale. Le aziende verranno valutate, ad esempio per l’accesso al credito o per collaborazioni con realtà più grandi, non solo in base al fatturato, ma anche in base al loro impatto ambientale. Il messaggio è chiaro: chi produce plastica dovrà anche preoccuparsi del suo recupero e riciclo.

Bastano le nuove normative a risolvere il problema dei rifiuti di plastica?

Le normative sono fondamentali, quelle che stanno arrivando stravolgeranno il settore, ma da sole non bastano. Servono incentivi per le aziende che investono in ricerca e sviluppo di nuove soluzioni per il riciclo, serve snellire e velocizzare il sistema per il rilascio delle autorizzazioni per aperture di nuovi impianti e soprattutto, serve che ogni singolo cittadino faccia la sua parte, responsabilmente.

Siamo quindi davanti a una rivoluzione?

Assolutamente sì. È una trasformazione globale che coinvolgerà imprese, istituzioni e cittadini. Da una parte c’è la necessità di ridurre l’inquinamento, dall’altra ci sono nuove tecnologie e nuovi mercati che possono creare sviluppo economico stabile. Il nostro obiettivo è contribuire a diffondere consapevolezza e aiutare privati ed aziende a capire che questa rivoluzione non riguarda il futuro: è già iniziata oggi.

18 Maggio 2026