“Colf e badanti, aumenta la richiesta. Entro il 2029 ne serviranno 2 milioni”
L'opinione di Uccio Piras
Entro il 2026, oltre il 2,2 milioni di persone over 65 avranno bisogno di aiuto. Per coprire il fabbisogno familiare di cura ed assistenza nel 2029 in Italia serviranno almeno 2.200.000 lavoratori domestici (colf e badanti), il 70% stranieri, in massima parte non comunitari. È la nuova stima contenuta nello studio commissionato da Assindatcolf al centro studi e ricerche IDOS, nell’ambito del rapporto del 2026 family (Net) work.
Il report analizza le necessità di cura degli over 65 nel nostro paese: una popolazione che cresce a un ritmo quasi esponenziale e che continuerà a farlo per almeno altri 15 anni. Lo studio valuta che alla fine del 2026 dei 15 milioni di persone con più di 65 anni, 2,2 milioni ”necessiteranno di aiuto”, pari al 14,5% del totale con quote che però oscillano dal 12% delle regioni del Nord (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Veneto) al 19% di sud e isole (Molise, Abruzzo, Basilicata e Sardegna).
Nello stesso anno, il 43% di quella quota (960.000 persone) riceverà aiuto a pagamento. Proiettando questi dati, si può quindi stimare che nel 2029 ci sarà bisogno di quasi 1.070.000 badanti di cui 800.000 con cittadinanza straniera. Riguardo alla distribuzione territoriale va però rilevato che la concentrazione di queste figure appare inversa a quella dei bisogni, con punte tra il 50 e il 52% nel centro nord (Toscana, Umbria, Marche, Lazio) e con Campania, Sicilia e Calabria che si attestano sul 32%.
Lo stesso calcolo viene poi fatto per i lavoratori di cura della casa ed emerge che nel 2029 serviranno 1 milione e 150 mila colf, di cui 750 mila straniere (65%). Si arriva così al citato fabbisogno complessivo di 2.200.000 lavoratori, con un incremento nel triennio 2027-2029 di quasi 122.000 unità, 40.500 all’anno: 7.450 italiani e 33.000 stranieri, di cui circa 24.000 non comunitari.
A determinare questo scenario non sono soltanto le tendenze demografiche, quali la speranza di vita di 84 anni, che ci pone oggi al terzo posto nell’UE e che nel 2050 passerà a 85,4 anni più gli uomini e a 87,8 anni per le donne: o la riduzione della fascia popolazione attiva che passerà dall’attuale 63,8% al 54,3% del 2050. Dallo studio risulta che la quota di over 65 sul totale della popolazione straniera è quasi triplicata dal 2012. Ma il dato più interessante riguarda la parte di stranieri che svolge i lavori domestici e di cura, per i quali il processo di progressivo invecchiamento è molto più accentuato di quello della popolazione generale… Nel 2024 oltre l’11% del lavoro era svolto da stranieri oltre 65 anni, dato che spinge il report a parlare di un mercato del lavoro caratterizzato da scarso ricambio generazionale e da una crescente dipendenza da lavoratori “anziani” ancora attivi per necessità economiche per la natura poco tutelata dalla carriera e del settore.
Ad Maiora!















