«Alghero impreparata per l’estate»: l’affondo di Langella (DDI) su degrado, cantieri e caos parcheggi
L'esponente della Destra Democratica Italiana elenca le criticità raccolte tra i cittadini nel centro storico: «Esiste un divario inaccettabile tra gli annunci della Giunta e la realtà dei fatti».
Un lungo elenco di disservizi, blackout, barriere alla mobilità e problemi di decoro urbano che rischiano di compromettere l’imminente stagione turistica della Riviera del Corallo. È la fotografia scattata da Gianfranco Langella, esponente della Destra Democratica Italiana, al termine di un sopralluogo nelle vie del centro storico, durante il quale ha raccolto il malumore e le preoccupazioni di residenti, commercianti e visitatori. La tesi del movimento è netta: Alghero si sta affacciando al periodo di massima affluenza senza una reale e strategica programmazione.
Il primo nodo sollevato riguarda la sicurezza e l’efficienza della rete elettrica. Nel percorso tra la Torre dei Cani e la Torre Sulis si registra la storica assenza di tre punti luce, a cui si sommano un lampione mancante in direzione Miramare e un ulteriore cono d’ombra di fronte al Bar L’Arca. Deficienze strutturali aggravate dai continui blackout che colpiscono i quartieri. Su questo fronte, Langella sposa le perplessità precedentemente sollevate dai consiglieri Loi e Piras, rimarcando come il potenziamento della rete tramite una nuova cabina elettrica sia ormai un’opera non più rinviabile per sostenere il boom demografico estivo.
Il cuore di Alghero Vecchia mostra inoltre evidenti ferite nel tessuto architettonico. I lastricati appaiono danneggiati o rattoppati con materiali non conformi, mentre l’acciottolato storico risulta in più punti sommerso da sabbia, cemento e mozziconi di sigaretta, in particolare nei pressi della Chiesa di Santa Maria, in via Cavour e davanti a Casa Manno. Una situazione che, oltre a ledere l’estetica urbana, rappresenta un’insidia per i pedoni a causa del fondo scivoloso. Sotto accusa anche lo stato di conservazione di stabili iconici, a partire dall’ex ospedale: la sede della Facoltà di Architettura viene descritta come un rudere che necessiterebbe di manutenzioni urgenti per distacchi d’intonaco, seguita dal pessimo biglietto da visita della villetta all’inizio di via XX Settembre.
Sul versante della mobilità, il quadro si fa ancora più critico. Trovare un parcheggio in centro è ormai un’impresa, mentre le aree di sosta periferiche sterrate sollevano nuvole di polvere sulle vetture. Lo scenario è destinato a peggiorare con l’allestimento del Luna Park nell’area portuale, che sottrarrà oltre un centinaio di stalli proprio nel momento di picco della domanda. Parallelamente, il quartiere di Sant’Agostino subisce i disagi della contemporanea apertura di troppi cantieri stradali. Sebbene i lavori siano giudicati necessari, la Destra Democratica Italiana contesta la mancanza di una pianificazione scaglionata che avrebbe evitato di paralizzare la viabilità cittadina all’inizio dell’estate.
Le critiche non risparmiano il trasporto pubblico locale, penalizzato da corse insufficienti e fermate prive di pensiline, e la gestione della Polizia Locale. Langella rileva una scarsa percezione di sicurezza dovuta alla quasi totale assenza di agenti appiedati nel centro storico, sostituiti da pattuglie esclusivamente motorizzate che riducono il contatto diretto e l’assistenza a cittadini e turisti.
Se da un lato viene richiamato il senso civico della popolazione nell’evitare l’abbandono di rifiuti e cicche, dall’altro si chiede al Comune un potenziamento straordinario dei servizi di pulizia nei fine settimana e nei festivi, oltre al completamento con pavimentazione uniforme dell’ultimo tratto del Corso, tra il Liceo Classico e via Lepanto.
L’affondo finale di Langella è un monito diretto ai vertici di Porta Terra: la bellezza naturale di Alghero rischia di essere vanificata dalla carenza di una visione amministrativa efficace. Quando la narrazione mediatica della Giunta e degli assessori non coincide con l’esperienza quotidiana dei residenti, conclude l’esponente della DDI, si crea una frattura istituzionale pericolosa che l’amministrazione farebbe bene a non sottovalutare.















