Paradosso ad Alghero: ti obbligano a usare le boe dell’AMP, ma se ti tuffi sei fuorilegge

Il gruppo consiliare di Forza Italia attacca sulle contraddizioni dell'ordinanza balneare: «Confusione totale che penalizza le imprese».

Un paradosso normativo in mezzo al mare rischia di paralizzare il comparto nautico e diportistico di Alghero proprio all’avvio della stagione turistica. A sollevare il caso è il gruppo consiliare di Forza Italia, che denuncia un evidente corto circuito tra i regolamenti che governano le acque della Riviera del Corallo, con il risultato che fare un bagno all’interno dei campi boe dell’Area Marina Protetta potrebbe costare salatissime sanzioni ai turisti.

Il problema nasce da una netta contraddizione burocratica. Da un lato, il Disciplinare dell’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana” consente espressamente la balneazione nelle strette vicinanze delle imbarcazioni agganciate ai gavitelli. Dall’altro, l’Ordinanza di Sicurezza Balneare emessa dalla Capitaneria di Porto vieta tassativamente qualsiasi tipo di balneazione negli specchi acquei concessi per il posizionamento e il mantenimento di quegli stessi campi boe. Un vicolo cieco che mette all’angolo i diportisti. Come se non bastasse, le alternative scarseggiano: alla Bramassa l’ancoraggio è vietato per via della tutela della posidonia, mentre a Punta Giglio la profondità del fondale, che tocca i 25 metri, rende l’ancoraggio di fatto impossibile.

Secondo i consiglieri Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini si tratta di un paradosso difficilmente comprensibile per residenti e visitatori, i quali si trovano obbligati a usufruire delle strutture di ormeggio dell’AMP ma, una volta agganciati, scoprono di non poter svolgere l’attività principale per cui si sono fermati in rada: fare il bagno. Una situazione di estrema incertezza resa ancora più pressante dall’avvio, proprio nel corso dell’ultimo fine settimana, dei controlli in mare da parte del Corpo Forestale, della Compagnia Barracellare e della Guardia Costiera.

Le ripercussioni sul tessuto economico locale rischiano di essere immediate e pesanti. Le aziende algheresi specializzate nel noleggio e nella locazione di imbarcazioni e gommoni si ritrovano infatti a gestire quotidianamente le pesanti lamentele dei clienti, esponendo la città al rischio concreto di proiettare all’esterno un’immagine di totale confusione amministrativa proprio su uno degli asset turistici più strategici del territorio.

Di fronte a questo scenario, gli esponenti di Forza Italia hanno chiesto formalmente al Sindaco di Alghero di assumere con urgenza la regia della situazione, promuovendo un tavolo di coordinamento istituzionale che riunisca attorno allo stesso tavolo l’amministrazione comunale, i vertici dell’Area Marina Protetta e il comando della Capitaneria di Porto. L’obiettivo sollecitato dall’opposizione è quello di sbrogliare la matassa giuridica per garantire simultaneamente la sicurezza della navigazione, la tutela dell’ambiente e il diritto alla fruizione ricreativa del mare, valutando se necessario l’introduzione di specifiche deroghe all’Ordinanza balneare per salvaguardare il lavoro delle imprese e le vacanze dei turisti.

16 Giugno 2026