«Il vero problema è l’ecocentro, serve un servizio aperto h24»

I Riformatori Sardi di Alghero analizzano le criticità di Galboneddu:: «Cittadini in fila per mezz'ora sotto il sole o respinti per i cassoni pieni. Serve un'area automatizzata e aperta 24 ore su 24».

Il dibattito sul presunto scontro verbale all’ecocentro di Galboneddu si sposta dal piano puramente politico a quello della gestione dei servizi urbani. Sulla vicenda intervengono i Riformatori Sardi di Alghero, i quali evidenziano come l’episodio che ha coinvolto l’assessore all’Ambiente Enrico Daga sia lo specchio di criticità strutturali ben più ampie che i cittadini subiscono quotidianamente. La compagine centrista invita a superare lo scontro personale per concentrarsi sulle inefficienze del sistema di conferimento dei rifiuti nella Riviera del Corallo.

Secondo i Riformatori, l’attenzione mediatica si sarebbe focalizzata sul singolo episodio trascurando il cuore della questione: le difficoltà operative del centro di raccolta. «In questi giorni il dibattito politico si è concentrato sull’episodio avvenuto all’ecocentro di Galboneddu e sul confronto tra l’assessore Enrico Daga e gli operatori della struttura — spiegano i Riformatori Sardi —. C’è però un aspetto che rischia di passare completamente in secondo piano ed è quello che abbiamo già denunciato. Il problema dell’ecocentro non è una singola discussione, ma un servizio che, troppo spesso, mette in difficoltà i cittadini. Ad Alghero conferire correttamente i propri rifiuti è ancora un percorso a ostacoli. Si arriva all’ecocentro e si resta in fila anche mezz’ora, sotto il sole, per smaltire pochi sacchi o qualche sfalcio. Altre vezes ci si sente dire che non è possibile conferire quel materiale perché il cassone è pieno oppure perché la quantità viene ritenuta eccessiva».

Il partito mette in guardia l’amministrazione comunale sull’efficacia di una strategia basata esclusivamente sulle sanzioni per contrastare l’abbandono dei rifiuti: «Oggi si parla di fototrappole, guerra agli incivili e multe sempre più pesanti. Ma il problema non si risolverà soltanto con le sanzioni. Perché molte persone caricano i rifiuti in macchina, raggiungono l’ecocentro e, una volta arrivati, si trovano davanti cancelli chiusi, code interminabili o difficoltà nel conferimento. La domanda è semplice: cosa succede quando una persona ha già caricato tutto in auto, ha perso tempo per raggiungere l’ecocentro e non riesce comunque a scaricare? Purtroppo qualcuno, esasperato, potrebbe scegliere la prima cunetta disponibile. Non perché sia un incivile, ma perché il servizio pubblico non gli ha consentito di comportarsi da cittadino civile».

Per risolvere l’impasse, l’opposizione propone una totale riorganizzazione logistica e tecnologica dell’area di Galboneddu, tutelando al contempo il personale dipendente. «Continuiamo a sostenere che ad Alghero l’ecocentro debba diventare un servizio moderno, semplice e accessibile — incalza la nota dei Riformatori —. Un’area aperta ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, con accesso automatizzato tramite codice fiscale o tessera sanitaria, videosorveglianza e conferimenti rapidi. Gli operatori non sono il problema. Svolgono il loro lavoro in condizioni spesso difficili e meritano rispetto. Il problema è un’organizzazione che rende complicata un’operazione che dovrebbe essere la più semplice possibile».

In chiusura, la nota esprime una posizione di apertura nei confronti dell’esponente della Giunta, auspicando che l’accaduto possa tradursi in un’opportunità di riforma: «L’assessore Daga ha sperimentato in prima persona le criticità che tanti algheresi conoscono da tempo. Per questo gli esprimiamo solidarietà, e ora che ha toccato con mano ciò che molti cittadini vivono da anni, ci auguriamo che si faccia promotore di una profonda revisione del servizio. Perché il modo migliore di chiudere questa vicenda non è alimentare le polemiche, ma fare in modo che nessun cittadino debba più vivere gli stessi disagi».

7 Luglio 2026