“Alghero non ha bisogno di regole”

L'opinione di Paola Correddu

Proprio così. Alghero, città visionaria, già proiettata nel futuro, riesce sempre a sbalordirti con iniziative talmente originali da sembrare paradossali. Ed ecco che, la notte del 25 maggio, uno degli operatori economici della piazza Sulis propone un’attività di intrattenimento accessoria a quella principale di somministrazione, con caratteristiche di evento live, che ha il grande pregio di avere valore non solo sotto il profilo musicale ma anche sociale. Era ora! Sentivamo proprio il bisogno di operatori economici che si sostituissero ai servizi sociali, diventando essi stessi operatori sociali, capaci di promuovere progetti contro la devianza giovanile e di supportare i ragazzi con messaggi positivi attraverso la musica, preferibilmente a palla e notturna, udibile nel raggio di 100 metri.

Finalmente ci sono imprenditori illuminati che, in maniera del tutto disinteressata, seppur senza titoli e competenze specifiche, hanno a cuore il malessere che colpisce i giovani della nostra città e si adoperano per trovare soluzioni valide, anche a costo di arrecare danno ad imprese contigue e ai residenti del circondario. A fronte di un bene superiore ovvero la possibilità di offrire un luogo di aggregazione, pubblico, a tanti giovani che altrimenti sarebbero vittime della perdizione nei giardini comunali, cosa sono la perdita di qualche cliente da parte del ristoratore accanto o la perdita di sonno da parte di qualche residente ancora in età lavorativa? Del resto l’attività di ristorazione non penserà di avere pari dignità rispetto a quella di somministrazione di bevande e cibo e il lavoratore si prenda pure il Tavor per dormire! Ma c’è un altro avvenimento che in questi ultimi due giorni ha destato il grande interesse dell’opinione pubblica: la recinzione di una parte di suolo pubblico lungo i bastioni, di fronte alla torre di S. Giacomo, al centro della carreggiata, regolarmente autorizzata dell’Amministrazione.

Il povero titolare dell’attività magari aveva chiesto la disponibilità del sagrato della chiesa del Carmelo ma, visti i tempi lunghi per sconsacrare temporaneamente la casa di Dio almeno per i mesi estivi, in nome del profitto e del lavoro, com’è giusto che sia, si è dovuto accontentare di quell’angoletto in mezzo alla strada. Ma insomma, bisogna essere più pratici e finirla di considerare alcune zone pubbliche come non concedibili all’uso privato. Che si tratti di aree sacre o profane, tutto deve essere messo a disposizione degli operatori economici, piazze, strade, marciapiedi, posteggi per auto, sagrato delle chiese.  Particolarmente lungo i bastioni bisognerebbe fare un po’ di selezione consentendo l’ingresso solo a chi ha un tavolino prenotato. Cos’è questo passeggio di gente senza soldi!

E cosa sono questi pedoni che pretendono di transitare sui marciapiedi o di sedersi sulle panchine o sulle sedute delle fioriere per chiacchierare o mangiare un gelato. O queste macchine che pretendono di transitare sulle strade. E’ ora di pensare ad una viabilità veicolare e pedonale innovativa, sospesa, di modo che i tavolini possano occupare indisturbati ogni angolo della città. Questa sarà la prossima straordinaria iniziativa della città di Alghero, città visionaria dove la fantascienza diventa realtà e dove le regole non sono necessarie…ma poi chi si siederà nei tavolini?

Paola Correddu, 30 maggio 2019