Alghero, il calcio giovanile si interroga sul futuro: confronto tra scuola, tecnici e società

All’Istituto Roth-Piazza Sulis una tavola rotonda dedicata alle sfide del settore giovanile: al centro formazione, abbandono sportivo e valore educativo dello sport

Ad Alghero il futuro del calcio giovanile passa dal confronto tra scuola, società sportive e istituzioni. È questo il messaggio emerso dalla tavola rotonda ospitata venerdì 22 maggio nell’auditorium della sede centrale dell’Istituto Roth-Piazza Sulis, dove studenti e docenti dell’indirizzo sportivo si sono confrontati con tecnici, dirigenti e rappresentanti del mondo calcistico regionale e nazionale sulle principali sfide che interessano oggi il settore giovanile.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze Motorie e Sportive dell’istituto insieme agli studenti, ha acceso i riflettori su temi sempre più centrali nel dibattito sportivo: la formazione degli allenatori, la motivazione dei giovani atleti, il crescente fenomeno dell’abbandono sportivo e la pressione eccessiva legata ai risultati.

A sostenere il progetto sono stati gli assessorati alle Politiche sociali e allo Sport del Comune di Alghero, rappresentati da Maria Grazia Salaris ed Enrico Daga, confermando l’impegno dell’amministrazione nel valorizzare lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale.

Al confronto hanno preso parte realtà di primo piano del calcio professionistico e territoriale, tra cui Atalanta BC, Torres, FC Alghero e Pizzinnos Macomer, insieme ai rappresentanti di AIAC, CSI e Club Sardegna. Il coordinamento organizzativo della giornata è stato affidato alla Nettuno Alghero, società impegnata da anni nella promozione dei valori educativi del calcio giovanile.

Ad aprire i lavori è stato il dirigente scolastico Angelo Parodi, che ha evidenziato il ruolo dello sport nel percorso di crescita dei ragazzi, sottolineando come le attività extrascolastiche possano rappresentare una naturale prosecuzione del lavoro educativo svolto in aula.

A moderare il dibattito Angelo Colombo, già direttore tecnico di Monza, Pergolettese e Milan, figura di riferimento nel panorama dei settori giovanili. Colombo ha guidato il confronto tra i relatori: Maurizio Marchesini per l’Atalanta, Vittorio Sanna per il Club Sardegna, Angelo Agus per l’AIAC, Giovanni Daga per il CSI e Alessandro Merella per la Nettuno.

Nel corso degli interventi è emersa una linea condivisa: riportare al centro del calcio giovanile la crescita personale dei ragazzi e il valore educativo dello sport, prima ancora della competizione e del risultato.

Tra le criticità evidenziate, l’abbandono precoce dell’attività sportiva, l’eccessivo tatticismo nelle categorie di base, la ricerca esasperata del successo e la difficoltà nell’accettare la sconfitta. Questioni che, secondo i partecipanti, richiedono una riflessione profonda e un lavoro comune tra scuola, famiglie e società sportive.

Dalla giornata nascerà ora un documento condiviso che raccoglierà proposte e spunti operativi emersi durante il confronto, con l’obiettivo di costruire un modello sportivo ed educativo più vicino alle esigenze dei giovani e ai valori autentici del calcio.

27 Maggio 2026