Allarme 118 al Marino. Mulas: “Asl vuole i locali, rischio trasferimento in periferia”
Il Presidente della Commissione Sanità Mulas convoca i vertici di Asl e Areus: «Il trasloco della base operativa metterebbe a rischio la tempestività dei soccorsi per cittadini e turisti».
Si apre un nuovo fronte di scontro sulla gestione della sanità algherese. La Asl di Sassari, insediatasi da pochi mesi alla guida dell’Ospedale Marino, sembrerebbe intenzionata a rientrare in possesso dei locali che da oltre un quarto di secolo ospitano la sala sosta dell’equipaggio del 118. Si tratta di spazi situati strategicamente all’interno dell’area ospedaliera, accanto all’ex guardia medica che oggi ospita il Serd, la cui occupazione da parte del servizio di emergenza-urgenza dura ininterrottamente da ben 26 anni.
La prospettiva di uno sfratto desta profonda preoccupazione in Christian Mulas, Presidente della Commissione Sanità, il quale avverte che, qualora Areus non riuscisse a individuare rapidamente una sede alternativa conforme alle normative in città, l’intera base operativa con il relativo equipaggio potrebbe subire uno spostamento forzato. “La base operativa potrebbe essere trasferita in periferia o addirittura in uno dei comuni limitrofi”, denuncia Mulas, evidenziando lo scenario critico di “inevitabili disagi sia per il personale sanitario sia, soprattutto, per cittadini e turisti, con il concreto rischio di un allungamento dei tempi di intervento nelle emergenze e nelle situazioni più critiche”.
L’ambulanza medicalizzata di Areus, composta da medico, infermiere e autista-soccorritore, rappresenta un presidio essenziale per Alghero, centro a forte vocazione turistica e punto di riferimento per un vasto comprensorio. Secondo le disposizioni normative, che prevedono un mezzo avanzato ogni 60 mila abitanti o 350 chilometri quadrati, la postazione del Marino garantisce assistenza non solo alla città, ma anche ai territori di Olmedo, Tottubella, Putifigari, Uri e Villanova Monteleone, effettuando centinaia di soccorsi ogni anno. “La presenza e la centralità del mezzo avanzato non possono essere messe in discussione”, rimarca con fermezza il Presidente della Commissione.
Per queste ragioni, l’esponente politico ha annunciato la convocazione urgente in Commissione dei vertici della Asl di Sassari e di Areus, con l’obiettivo di fare piena chiarezza e individuare soluzioni immediate che garantiscano la permanenza del servizio nel cuore della città. Al contempo, è arrivato un appello formale alla giunta cittadina: “Chiedo all’Amministrazione comunale di attivarsi con la massima urgenza, valutando ogni soluzione possibile per scongiurare la perdita di questo fondamentale servizio sanitario”.
L’affondo di Mulas assume infine una netta connotazione politica, puntando il dito contro le strategie sanitarie sovracomunali. “Quanto sta emergendo conferma, ancora una volta, quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione sulla sanità algherese, troppo spesso oggetto di decisioni penalizzanti provenienti anche dal livello regionale”, dichiara il consigliere, secondo cui sarebbe ormai evidente “una volontà politica orientata al progressivo declassamento della struttura ospedaliera cittadina”.
Il timore è che lo sfratto del 118 sia solo l’ultimo tassello di un disegno iniziato tempo fa. “La scelta di trasferire il Serd all’interno dell’Ospedale Marino lasciava intravedere un disegno preciso”, conclude Mulas, “che rischia ora di concretizzarsi con l’indebolimento di un presidio vitale. Perdere la postazione medicalizzata significherebbe sottrarre un altro pezzo a una sanità cittadina già fortemente indebolita. Una prospettiva che il territorio non può permettersi di accettare”.


















