«Sul nucleare la Sardegna non si piega»: l’affondo di Di Nolfo contro il piano Meloni

Il consigliere regionale attacca la legge delega del Governo: «I sardi hanno già detto no al 97%. Non saremo la pattumiera delle scorie e delle decisioni prese altrove».

«Il ritorno del nucleare in Italia proposto dal Governo Meloni è una scelta totalmente sbagliata e anacronistica riaprendo un dibattito sul quale cittadine e cittadini si sono già espressi chiaramente». Così il consigliere regionale Valdo Di Nolfo interviene dopo l’accelerazione annunciata dal Governo sulla legge delega per il ritorno dell’energia nucleare in Italia.

«Si rispolvera il nucleare come una risposta immediata alla crisi energetica, ma la realtà è che servirebbero anni, investimenti enormi e una gestione complessissima delle scorie– spiega Di Nolfo-.  Mentre gran parte dell’Europa è già in direzione diametralmente opposta e la Germania addirittura ha chiuso i reattori tre anni fa, il Governo italiano propone di tornare indietro».

Il consigliere regionale richiama inoltre la volontà popolare espressa più volte da cittadine e cittadini: «Nel 2011 gli italiani hanno già bocciato il ritorno al nucleare attraverso un referendum nazionale con oltre il 94% dei voti favorevoli all’abrogazione delle norme che riaprivano alla produzione di energia nucleare. La Sardegna nello specifico si è espressa in maniera ancora più netta: nel referendum consultivo regionale del 2011 il 97,13% dei sardi disse chiaramente no all’installazione di centrali nucleari e di depositi di scorie radioattive nell’Isola».

Per Di Nolfo esiste inoltre un tema politico e territoriale che non può essere ignorato: «Ogni volta che in Italia si torna a parlare di nucleare, qualcuno pensa immediatamente che la nostra terra possa diventare il luogo dove scaricare servitù, vincoli e decisioni prese altrove. Pensare ancora una volta di poter scegliere sulla pelle dei sardi sarebbe un errore gravissimo, è una logica che respingiamo con forza perché la nostra volontà e la nostra autonomia vanno rispettate: che Giorgia Meloni se ne faccia una ragione!»

«La nostra Isola ha già pagato abbastanza in termini di servitù militari e scelte imposte dall’alto. Difendere la Sardegna – conclude Di Nolfo – significa difendere il diritto dei sardi e di essere ascoltati e rispettati nelle scelte che riguardano il proprio futuro».

20 Maggio 2026