Secal, Conoci: «La politica ha rinunciato a governare la macchina amministrativa»

L'ex primo cittadino interviene sulla crisi della società partecipata e sui ritardi nei pagamenti dei lavoratori, chiamando in causa le scelte del Sindaco sul settore dirigenziale.

Sulla vicenda della SECAL, la società in house che gestisce la riscossione dei tributi per il Comune di Alghero, interviene l’ex sindaco Mario Conoci. Al centro delle sue dichiarazioni vi sono la gestione della dirigenza comunale, la linea amministrativa sulla partecipata e la situazione di difficoltà finanziaria che sta impattando sul personale. L’ex primo cittadino richiama i provvedimenti adottati durante il suo mandato in merito al settore finanziario e alla rotazione degli incarichi, ricostruendo i passaggi che avevano portato al reintegro del dirigente di riferimento dopo l’insediamento della nuova Amministrazione.

«L’avevo detto al sindaco, a diversi esponenti dell’attuale maggioranza e, soprattutto, lo avevo scritto pubblicamente quando ancora c’era tutto il tempo per evitare che la vicenda SECAL arrivasse al punto in cui è arrivata oggi» dichiara Conoci. «Avevo detto chiaramente quale fosse l’impostazione del dirigente che per anni ha seguito i rapporti tra Comune e SECAL. E avevo anche agito di conseguenza, arrivando, durante la mia amministrazione, a disporre la sua rimozione da quella posizione nell’ambito della rotazione degli incarichi dirigenziali. Poi quel dirigente è stato immediatamente rimesso al suo posto. E oggi vediamo gli effetti di quella scelta».

Secondo la ricostruzione dell’ex sindaco, le posizioni favorevoli allo scioglimento della società risalirebbero a diversi anni fa, manifestandosi con atti e proposte amministrative già prima del cambio di giunta. «Già nei documenti di programmazione della amministrazione precedente alla mia compariva l’ipotesi della chiusura della società» prosegue Conoci. «Poi, il 14 marzo 2024, arrivò una proposta del dirigente di deliberazione di Giunta con un titolo che diceva già tutto: “Società in house SECAL Srl interamente partecipata dal Comune di Alghero: scioglimento della società e messa in liquidazione. Proposta al Consiglio comunale.” Quella proposta arrivò proprio alla vigilia della rotazione dirigenziale che avevo disposto. Oggi quella stessa impostazione torna a presentarsi. E allora la responsabilità politica non può essere scaricata sul dirigente. Perché quel dirigente è stato rimesso lì dall’attuale sindaco».

L’analisi dell’ex primo cittadino si sposta poi sulla conduzione politica della macchina comunale e sull’operato della Giunta in carica. «Un Comune non può essere governato da un solo dirigente» osserva Conoci. «E soprattutto il sindaco non può rinunciare al proprio ruolo di guida politica e amministrativa dell’amministrazione. L’assessore competente, invece, sembra essersi ritagliato un ruolo molto più semplice: scrivere post, fare dichiarazioni sui social e produrre elucubrazioni sulla città, provare a piazzare improbabili consulenti, mentre le decisioni vere maturano altrove».

Particolare rilievo viene dato al tema del pagamento degli stipendi dei dipendenti della società partecipata e ai crediti dichiarati nei confronti dell’ente locale. «La questione più grave oggi riguarda i lavoratori della SECAL» sottolinea l’ex primo cittadino. «Perché mentre si discute del destino della società, ci sono lavoratori che il 7 settembre non hanno ricevuto lo stipendio che avrebbero dovuto ricevere. E non interessa sapere se qualcuno lo abbia poi ricevuto qualche giorno dopo. Uno stipendio che deve arrivare il 7 deve arrivare il 7. Se queste somme spettano alla società, il Comune deve pagare. Non può essere la SECAL a pagare il prezzo delle difficoltà, delle rigidità o delle decisioni assunte dentro la macchina comunale».

In conclusione, Conoci sollecita la Giunta a chiarire la propria visione programmatico-amministrativa sul futuro della partecipata. «È una responsabilità dell’attuale amministrazione dire agli algheresi se intenda davvero rilanciare la SECAL oppure lasciarla scivolare progressivamente verso una situazione nella quale la sua chiusura possa essere presentata, molto presto, come inevitabile» conclude Conoci. «Ora l’attuale amministrazione, oltre a pagare puntualmente gli stipendi, deve spiegare agli algheresi chi governa davvero questa città».

14 Settembre 2026