Scontro ad Alghero sui voli da Israele: Forza Italia attacca il consigliere Di Nolfo

Tedde, Peru, Bardino e Ansini replicano al consigliere regionale: «Invece di inseguire la visibilità mediatica, si batta per i 30 milioni contro il caro-voli»

Dura presa di posizione del gruppo consiliare di Forza Italia ad Alghero contro l’esponente regionale del territorio, Valdo Di Nolfo. Al centro dello scontro, la recente richiesta del consigliere di bloccare i voli provenienti da Israele e diretti verso lo scalo algherese. Un’uscita che gli azzurri liquidano senza giri di parole come una mossa puramente ideologica e priva di fondamento normativo.

«L’ultima uscita pubblica del consigliere regionale algherese Di Nolfo certifica, ancora una volta, la sua scarsa attenzione riservata alle questioni concrete che riguardano Alghero e la Sardegna e che quotidianamente vengono affrontate in Consiglio regionale», dichiarano in una nota congiunta i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini.

Secondo i forzisti, l’appello rivolto a ENAC e Sogeaal per fermare i collegamenti rasenta il paradosso: «Pur di ritagliarsi un momento di effimera notorietà, sceglie di intervenire su una materia che esula completamente dalle sue competenze, chiedendo all’ENAC e alla Sogeaal di bloccare i voli provenienti da Israele e destinati ad Alghero. Una presa di posizione ai limiti del surreale, che appare più orientata alla ricerca di qualche titolo di giornale che alla soluzione dei problemi dei cittadini».

I consiglieri di opposizione entrano poi nel merito tecnico e politico della questione, intervenendo sulla mozione di Di Nolfo: «È noto che decisioni di questo tipo spettano allo Stato e al Governo nazionale, non certo all’ENAC o alla dirigenza della Sogeaal, impropriamente chiamate in causa dal consigliere regionale. Così come è evidente che la mozione approvata dal Consiglio regionale, oggi sventolata dall’esponente politico come fosse una norma cogente, non produce alcun effetto giuridico e non può in alcun modo determinare la sospensione di voli civili regolarmente autorizzati».

L’attacco si sposta poi sulle priorità del territorio, con un’accusa pesante sul piano ideologico: «Mentre Alghero attende risposte su sanità, infrastrutture, trasporti, sviluppo economico e continuità territoriale, Di Nolfo preferisce cimentarsi in iniziative ideologiche prive di qualsiasi possibilità di concreta attuazione, che finiscono per colpire indiscriminatamente cittadini e turisti israeliani e che assumono una connotazione oggettivamente discriminatoria e antisemita».

Da qui l’invito a cambiare rotta e a concentrarsi sulle reali emergenze dei trasporti sardi, a partire dal caro-biglietti. «Bene farebbe, invece, a utilizzare il proprio ruolo istituzionale per affrontare uno dei problemi che più penalizzano i cittadini sardi e il comparto turistico: il costo eccessivo dei collegamenti aerei da e per l’isola. Sarebbe utile che si battesse per aumentare il numero dei voli, ampliare i collegamenti con i principali mercati nazionali e internazionali e soprattutto per ridurre il prezzo dei biglietti aerei, che continua a rappresentare un ostacolo per residenti, lavoratori, studenti e imprese».

La delegazione di Forza Italia indica anche una soluzione economica immediata per dare ossigeno allo scalo del Nord-Ovest: «In particolare, Di Nolfo potrebbe impegnarsi affinché la Regione utilizzi i circa 30 milioni di euro resi disponibili dai risparmi del bando per la continuità aerea per l’eliminazione dell’addizionale comunale sui direitos d’imbarco, misura che consentirebbe di incentivare le compagnie aeree, favorire l’apertura di nuove rotte e contribuire concretamente alla riduzione delle tariffe praticate ai passeggeri. Sarebbe un intervento utile, concreto e immediatamente percepibile dai cittadini, ben diverso da campagne propagandistiche prive di effetti reali».

«Sarebbe auspicabile – concludono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – che utilizzasse il prestigioso ruolo di consigliere regionale per portare risultati alla città e alla Sardegna, anziché per inseguire polemiche ideologiche e visibilità mediatica destinata a esaurirsi nello spazio di un titolo».

15 Giugno 2026