Salario minimo, Tedde (Forza Italia): «Bocciatura della Consulta prevedibile, la Sardegna corregga la legge»
Il consigliere nazionale azzurro avverte la Giunta: «Basta propaganda e norme incostituzionali, serve rafforzare la contrattazione collettiva»
«Lo avevamo detto con chiarezza e senza ambiguità: l’esito della legge toscana era fin troppo prevedibile». Così il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde, commenta la pronuncia della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’intervento della Regione Toscana in materia di salari negli appalti.
«Si tratta di una decisione che conferma quanto abbiamo denunciato più volte: non si può intervenire su temi così delicati con norme che invadono competenze statali e alterano le regole della concorrenza. Era evidente che un impianto del genere non avrebbe retto al vaglio della Corte».
«Allo stesso modo – prosegue Tedde – abbiamo puntato il dito più volte anche contro la legge regionale sarda, evidenziandone criticità giuridiche e rischi concreti di incostituzionalità. Non solo: abbiamo avanzato proposte alternative serie, fondate sul modello nazionale promosso da Forza Italia, basato sulla valorizzazione della contrattazione collettiva».
«Ora non c’è più tempo da perdere. È necessario che la Regione Sardegna e il Consiglio regionale intervengano immediatamente per modificare quella legge e costruire uno scudo normativo che eviti i prevedibili colpi di mannaia della Corte costituzionale».
«Non si fa politica con leggi incostituzionali. Non si fa politica inseguendo il consenso facile o cercando visibilità. Non si fa politica facendo propaganda su temi complessi e sensibili come quello dei salari. Serve serietà. Serve rispetto delle regole. Serve un approccio concreto che tuteli davvero lavoratori e imprese. Ed è esattamente ciò che propone Forza Italia: rafforzare la contrattazione collettiva, garantire retribuzioni eque attraverso i contratti nazionali e intervenire sul potere d’acquisto con misure fiscali mirate. Quella è la strada. Il resto è solo propaganda destinata, come dimostrano i fatti, a essere smentita dalla realtà e dalle istituzioni» – conclude Tedde.

















