Posidonia e veleni ad Alghero: “Richieste ignorate da marzo, l’Assessore confonde i fatti”

Replica durissima dei sei imprenditori alle parole dell'Assessore all'Ambiente: "Una diffida legale è ferma da mesi nei cassetti del Sindaco"

Lo scontro tra le sei imprese nautiche del molo di sottoflutto e l’amministrazione comunale di Alghero si inasprisce, passando dai problemi logistici della posidonia a un vero e proprio braccio di ferro sulla verità dei fatti.

Al centro della polemica, le recenti dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente, che avrebbe giustificato l’immobilismo del Comune lamentando l’assenza di richieste formali da parte degli operatori. Una versione che i sei giovani imprenditori (Simar, Sea Soul, Overboard, Sailing for Living, Sun e Sea, Jet Ski) rispediscono al mittente con sdegno e documenti alla mano.

“Le richieste ci sono, ma sono rimaste al buio” “Con sgomento abbiamo appreso che le richieste avrebbero dovuto essere formalizzate per iscritto”, scrivono gli operatori nell’ultima nota diffusa. “Tale affermazione non corrisponde al vero. Una richiesta formale è stata infatti presentata già nel mese di marzo, tramite un legale, in nome e per conto di un concessionario, ed è stata regolarmente trasmessa anche al Sindaco”.

Secondo le imprese, a quella diffida non è mai seguito alcun riscontro, rendendo le recenti parole dell’Assessore “un modo singolare di rappresentare una realtà diversa dai fatti”.

Oltre alla questione delle “carte bollate”, gli imprenditori sollevano una critica politica profonda sulla gestione della cosa pubblica. Per chi investe e crea lavoro – in questo caso 25 dipendenti e impegni economici rilevanti – la manutenzione di un’area turistica non dovrebbe essere un favore concesso dietro supplica, ma un atto dovuto.

“Riteniamo doveroso ricordare che i servizi destinati alla città, alle famiglie e alle imprese non possono essere subordinati esclusivamente a richieste in carta bollata. L’azione amministrativa dovrebbe fondarsi su programmazione, responsabilità e attenzione concreta verso le esigenze del territorio.”

Con la posidonia che continua a rendere inagibili i moli e impedisce l’installazione dei camminamenti, la pazienza è esaurita. Gli operatori si rivolgono ora direttamente al primo cittadino per sbloccare una situazione che definiscono “impropria” e che rischia di mettere in imbarazzo l’intera giunta.

Il rischio, ora, non è più solo una stagione sottotono, ma la serrata totale. Gli imprenditori ribadiscono che, senza un intervento immediato per la pulizia dello specchio acqueo e del litorale, saranno costretti a valutare la sospensione delle attività per “oggettiva impossibilità di operare”.

4 Maggio 2026