Polizia Locale di Alghero, l’opposizione: «Serve chiarezza sull’organizzazione del Comando»
La minoranza chiede chiarimenti al sindaco Cacciotto dopo la nuova presa di posizione della CISL FP: «Servono organico adeguato, sicurezza per gli operatori e un confronto reale sull’estensione del servizio notturno
Giovanna Caria dei Riformatori Sardi, Marco Tedde di Forza Italia, Raffaele Salvatore dell’UDC, Michele Pais della Lega e Alessandro Cocco di Fratelli d’Italia intervengono sulla situazione della Polizia Locale di Alghero e chiedono al sindaco Raimondo Cacciotto un chiarimento sull’organizzazione del Comando, sulle condizioni di lavoro degli operatori e sull’estensione del servizio notturno.
«Come può la Polizia Locale di Alghero garantire sicurezza e vigilanza sul territorio se all’interno del Comando si registra una situazione di forte tensione e, soprattutto, una evidente difficoltà organizzativa?», è la domanda posta dai rappresentanti dell’opposizione alla luce della nuova presa di posizione della CISL FP.
La vicenda, sostengono i consiglieri, ripropone le criticità già sollevate nelle scorse settimane in Consiglio comunale. «Avevamo espresso la nostra preoccupazione per le condizioni di lavoro e per il clima all’interno del Comando e chiesto all’Amministrazione di intervenire prima che la situazione degenerasse. Oggi quella preoccupazione è diventata ancora più concreta», affermano.
A luglio era già stato proclamato lo stato di agitazione sindacale. Ora, ricordano Caria, Tedde, Salvatore, Pais e Cocco, la CISL FP ha confermato la vertenza rivolgendosi anche al Prefetto. Sullo sfondo, secondo quanto evidenziato dall’opposizione, ci sarebbero tensioni e divisioni tra gli operatori che richiederebbero un intervento da parte dell’Amministrazione.
Il nodo riguarda anche l’organizzazione del servizio notturno. «Siamo favorevoli a garantire il presidio della città anche nelle ore notturne», precisano i consiglieri, ma a condizione che siano garantiti «un organico adeguato, personale formato e nelle condizioni di sicurezza necessarie», insieme a una programmazione dei turni che consenta di assicurare il servizio senza concentrare il carico di lavoro sugli operatori.
Secondo i dati richiamati dalla stessa organizzazione sindacale, il Comando disporrebbe di un numero insufficiente di agenti di ruolo idonei ai servizi esterni. Per l’opposizione, quindi, l’estensione strutturale del servizio notturno dovrebbe essere preceduta da un intervento sull’organico.
«Non si può semplicemente decidere di replicare ad Alghero il cosiddetto “modello Sassari” se non ci sono le stesse condizioni», sostengono i consiglieri, che chiedono anche di conoscere «che fine abbia fatto la relazione sul progetto “Notti Sicure”, concluso a febbraio, e quali risultati abbia prodotto».
Un ulteriore elemento di discussione riguarda il rapporto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali. L’opposizione chiede infatti di capire quanto sia effettivamente aperto il confronto se, da un lato, la discussione sull’organizzazione dell’orario notturno risulta ancora in corso e, dall’altro, l’estensione del servizio notturno sarebbe già indicata tra gli obiettivi di performance della dirigenza.
La CISL FP, ricordano i consiglieri, avrebbe parlato di «tradimento della buona fede nelle relazioni sindacali». «È un’accusa molto grave, che non può essere liquidata come una normale contrapposizione tra sindacato e Amministrazione», affermano.
L’opposizione chiede inoltre chiarimenti sulle segnalazioni relative all’impiego di personale stagionale non armato nei servizi notturni. «Su questo punto non possono esserci ambiguità: la sicurezza degli agenti viene prima di qualsiasi esigenza organizzativa», sottolineano.
Infine, viene sollevata la questione della conciliazione tra vita professionale e familiare. I consiglieri mettono in relazione il riconoscimento del marchio Family Audit da parte del Comune con le criticità organizzative denunciate dai lavoratori, chiedendo all’Amministrazione di chiarire come le due esigenze possano conciliarsi.
Da qui la richiesta al sindaco di intervenire direttamente e fare chiarezza «sullo stato del Comando, sull’organizzazione del servizio notturno, sull’organico disponibile e sulle condizioni di sicurezza degli operatori».
«Il presidio notturno è necessario. Ma non si garantisce la sicurezza della città creando nuove condizioni di insicurezza all’interno del corpo che quella sicurezza deve garantire», concludono Caria, Tedde, Salvatore, Pais e Cocco.


















