Operazione “Tratta”: arrestata coppia di latitanti a Sassari. Lui era nascosto in un armadio
Condanne definitive per schiavitù e tratta di esseri umani: i Carabinieri rintracciano due latitanti nigeriani ricercati per fatti commessi tra il 2013 e il 2017.
La fuga di due pericolosi latitanti si è conclusa nel pomeriggio di ieri nel cuore del centro storico di Sassari, dove i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno rintracciato e tratto in arresto un uomo e una donna di nazionalità nigeriana. I due erano destinatari di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica a seguito di una sentenza definitiva della Corte d’Assise d’Appello, che ha confermato le gravissime accuse legate alla tratta di esseri umani.
Le indagini che hanno portato alla cattura rappresentano l’ultimo atto di un’articolata attività investigativa volta a smantellare un sistema criminale spietato. L’organizzazione, attiva tra il 2013 e il 2017, sfruttava lo stato di estrema vulnerabilità di numerosi connazionali in Nigeria per trasferirli verso la Sardegna. Il percorso, segnato da violenze e pericoli mortali, attraversava l’inferno della Libia per approdare infine agli scali di Porto Torres e Sassari, esponendo le vittime a costanti rischi per la propria vita e integrità fisica.
L’operazione di ieri è scattata dopo mesi di pedinamenti e ricerche mirate, in particolare per rintracciare l’uomo che risultava latitante dal dicembre del 2023. I militari dell’Arma sono riusciti a individuare l’abitazione della donna, situata tra i vicoli del centro cittadino, e hanno fatto scattare il blitz. Durante l’accurata perquisizione dell’immobile, i Carabinieri hanno scovato l’uomo nascosto all’interno di un armadio, un ultimo e disperato tentativo di sottrarsi a una giustizia che lo attendeva da tempo.
Le condanne inflitte sono pesantissime e riflettono la ferocia del reato di schiavitù documentato dagli inquirenti. L’uomo dovrà ora espiare una pena detentiva di diciannove anni, un mese e venticinque giorni di reclusione, mentre per la donna la condanna definitiva è fissata a dodici anni. Una volta concluse le formalità di rito presso il Comando Provinciale, entrambi i soggetti sono stati trasferiti nella casa circondariale di Sassari-Bancali per l’inizio della detenzione.


















