Olmedo incantata dal Duo Colledanchise-Carboni

Standing ovation alla Biblioteca "Grazia Deledda" per un viaggio storico dai trovatori del Trecento ai grandi cantautori italiani in lingua algherese.

Una serata straordinaria, capace di unire storia, emozione e identità, ha trasformato sabato scorso la Biblioteca Comunale “Grazia Deledda” in un suggestivo teatro medievale. Il pubblico di Olmedo ha vissuto un memorabile viaggio musicale lungo sette secoli, guidato dal Duo Colledanchise–Carboni e impreziosito dal talento della giovane percussionista Saphira Cabula. L’evento, promosso dall’associazione Panta Rei con il forte sostegno dell’Amministrazione comunale, ha riscosso il plauso unanime del sindaco Toni Faedda e dell’assessore alle Tradizioni Nando Sabiu, che hanno sottolineato l’alto valore culturale di un progetto capace di coniugare rigore filologico e divulgazione.

Il programma della serata si è distinto per la straordinaria ricchezza e l’originalità degli accostamenti. La prima parte del concerto ha visto il Duo proporre, con raffinata sensibilità contemporanea, canti medievali catalani giunti in Sardegna nel quattordicesimo secolo: un repertorio di leggende di re, ninnananne, canti d’amore e composizioni religiose. Subito dopo, la sponda temporale si è spostata sul Novecento con le celebri traduzioni in lingua algherese dei capolavori della canzone d’autore italiana, firmate da giganti come Fabrizio De André, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Sergio Endrigo e Ivan Graziani, arricchite da inedite incursioni swing grazie ad arrangiamenti originali per clarinetto, percussioni e cuatro venezuelano.

L’intensa performance ha saputo ricomporre un prezioso mosaico di memorie, celebrando lo storico incontro tra la cultura catalana e quella sarda che ancora oggi vibra nel patrimonio immateriale della Riviera del Corallo. Al termine dell’esibizione, l’entusiasmo della platea è sfociato in una spontanea standing ovation. Il momento più alto e iconico della serata è arrivato proprio con il bis, quando il Duo ha eseguito una toccante versione prima in algherese e poi in sardo di “No potho reposare”, cantata all’unisono da tutto il pubblico presente in un ideale abbraccio collettivo che ha confermato Olmedo come uno dei centri più sensibili alla tutela e alla valorizzazione delle minoranze linguistiche dell’isola.

25 Maggio 2026