Movida e schiamazzi, scatta il pressing sul sindaco: «Serve stop agli amplificatori nel centro storico»

L'appello dello Sportello di Conciliazione del Rumore e del Comitato 45 Decibel a Cacciotto: chiesti più controlli notturni, un nuovo regolamento e il Piano di classificazione acustica.

Trovare un punto di equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti, le esigenze delle attività produttive e l’intrattenimento turistico. Con questo obiettivo, lo Sportello di Conciliazione del Rumore e il Comitato “45 decibel” hanno indirizzato un pressante appello al sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, chiedendo un intervento immediato e strutturato per contrastare l’inquinamento acustico in città.

L’organismo, istituito nel 2016 grazie a un protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale, i comitati di quartiere e le associazioni locali, rappresenta da dieci anni un modello virtuoso di collaborazione pacifica per dirimere le controversie di vicinato e i disagi legati alle emissioni sonore moleste. Nel corso della sua attività, lo Sportello ha promosso iniziative di rilevanza regionale – come i convegni sull’acustica con l’Università di Sassari e l’Arpas, e la campagna “L’ora del controllo del rumore” sulle marmitte dei veicoli – oltre a firmare campagne informative come “Le Regole della musica” in collaborazione con l’assessorato alle Attività Produttive.

Oggi, forti di questa esperienza sul campo e del costante supporto fornito ai cittadini contro schiamazzi e musica ad alto volume, i comitati chiedono una svolta politica e amministrativa basata su precise richieste programmatiche. In primo luogo, si sollecita l’adozione da parte del Consiglio comunale di un regolamento di settore organico sui limiti delle emissioni rumorose, finalizzato a tutelare la salute pubblica e a garantire la qualità della vita di residenti e turisti.

Parallelamente, viene chiesto un netto giro di vite per gli artisti di strada, attraverso l’aggiornamento della regolamentazione vigente. Vista la fragilità urbanistica della parte antica della città, i comitati propongono il ritorno alla linea dell’ordinanza sindacale del 2005, consentendo nel centro storico solo musica strumentale a corda e rigorosamente senza amplificazione. Viene inoltre invocato il rispetto assoluto del silenzio nella fascia oraria del primo pomeriggio e il monitoraggio del limite massimo di 60 minuti per ogni singola esibizione nello stesso spazio pubblico.

Per rendere efficaci queste norme, l’appello si concentra poi sulla necessità di una presenza costante della Polizia locale nelle ore notturne nei contesti urbani più esposti, dotando gli agenti di strumenti di rilevamento fonometrico per sanzionare gli abusi in tempo reale. Infine, si richiede la redazione e l’adozione definitiva del Piano di Classificazione Acustica comunale, lo strumento urbanistico fondamentale per mappare e regolamentare le sorgenti sonore sul territorio.

8 Giugno 2026