Maria Pia e area esterna del Palazzo dei Congressi: la denuncia dell’Alghero Park Country Club
Secondo l'Alghero Park Country Club, la gestione degli spazi strategici di Maria Pia continua a procedere "a spizzichi e mozzichi", senza una visione d’insieme
L’associazione sportiva dilettantistica Alghero Park Country Club, attraverso il suo presidente Gian Luca Musilli, ha denunciato pubblicamente quello che definisce l’ennesima “occasione mancata” per il territorio: l’assenza di risposte su un progetto di riqualificazione dell’area di Maria Pia presentato ormai da quasi un decennio.
Il progetto, denominato “Congressional Park Stadium”, mira alla realizzazione di un’infrastruttura verde multifunzionale che prevede un percorso da golf pubblico, una Club-house all’interno del Palazzo dei Congressi e il recupero delle strutture sportive limitrofe. Nonostante la proposta sia stata presentata originariamente nel 2017 (Giunta Bruno), riproposta nel 2019 (Giunta Conoci) e infine nel 2024 all’attuale sindaco Cacciotto, l’associazione lamenta un totale vuoto comunicativo.
“Mai nessuna risposta”, sottolinea con amarezza il presidente Musilli, evidenziando come questo “silenzio istituzionale” si traduca in un danno concreto per la città. Secondo le stime dei promotori, l’iniziativa avrebbe garantito circa 160 posti di lavoro stabili e una ricaduta economica per il territorio superiore ai 13 milioni di euro all’anno, favorendo in modo decisivo la destagionalizzazione del turismo.
A inasprire i toni è la recente decisione della giunta attuale di affidare l’area esterna del Palazzo dei Congressi a una società ciclistica tramite assegnazione diretta e gratuita. Una scelta che l’associazione giudica priva di lungimiranza.
“La città appare sempre più priva di una direzione chiara”, attacca il promotore del progetto, puntando il dito contro l’incapacità della politica locale di frenare l’invecchiamento della popolazione e la fuga dei giovani. Secondo l’Alghero Park Country Club, la gestione degli spazi strategici di Maria Pia continua a procedere “a spizzichi e mozzichi”, senza una visione d’insieme capace di coniugare sviluppo occupazionale e valorizzazione delle risorse locali.

















