Lo stress si combatte nelle montagne della Sardegna: psichiatri a confronto

La montagna terapia per tutti coloro che devono combattere lo stress. Funziona, aiuta i pazienti e per le aziende sanitarie è un gran risparmio.

Si chiama montagna terapia. E l’hanno sperimentata 250 convegnisti, tra esperti psichiatri e pazienti, che credono nei benefici che la montagna, l’aria salubre, la pace della natura può regalare all’uomo che attraversa un importante momento di stress. Ci sono persone con disturbi psichiatrici, esperti di montagna, operatori della salute mentale e volontari. Sono arrivati  giovedì dal dipartimento di salute mentale dell’Asl di Sanluri, che ha organizzato l’evento, e da varie Aziende sanitarie non solo isolane ma dell’intero stivale per prendere parte a un convegno che si svolge sul campo. Gli appuntamenti previsti nell’arco di quattro giorni si sono svolti all’aperto e al termine di faticosi percorsi di trekking tra i Tacchi di Osini, Ulassai e Ussassai. «Sentieri di libertà»,così è stato intitolato il convegno, ed è anche la frase che compare sulle magliette rosse che vengono consegnate ai partecipanti al momento della registrazione e che tutti indossano indistintamente, proprio per sottolineare come i rispettivi ruoli passino in secondo piano. La montagna terapia è un progetto che nasce, un po’ per caso e un po’ per follia, nel 2006, proprio nel dipartimento diretto dallo psichiatra Alessandro Coni.”L’escursione doveva essere un regalo per alcune persone che seguivamo, ma ci siamo resi subito conto che poteva funzionare anche come terapia”. E da qui è partito il progetto, che ha visto nell’arco di breve tempo, ridurre le terapie medicinali e aumentare la diminuzione dello stato di ansietà. Un percorso mirato e restituire equilibrio anche nei soggetti che avevano affrontato importanti cure psichiatriche. Alla prima uscita ne sono seguite tante altre, alcune con percorsi di trekking particolarmente difficili, come quello durato tre giorni nelle falesie del Supramonte di Baunei, nel 2009, raccontato nel film “Semus fortes” di Mirko Giorgi e Alessandro Dardani, che hanno seguito passo dopo passo l’esperienza della montagna terapia. Oggi le uscite del gruppo sono una ventina l’anno quando si limitano a una giornata, quattro o cinque quando durano più giorni. E la montagna terapia è diventata un modello per i centri di salute mentale più avanzati in tutta Italia. Anche sul fronte dei costi, è evidente il risparmio per le aziende sanitarie. «L’Asl di Sanluri, che ha sempre creduto nel nostro progetto, aveva stanziato 40mila euro. Il progetto trekking nel suo complesso invece costa 15mila euro l’anno per venti persone, cifra che corrisponde al ricovero di un solo paziente per un mese in ospedale o di tre mesi in un comunità terapeutica».

 

 

red, 8 Settembre 2014