Alghero tra deficit di democrazia e allarme criminalità: l’atto d’accusa di Sardenya i Llibertat
Scala, Sechi, Addis e Floris firmano un duro documento programmatico: «Subito il Puc per fermare i privilegi di pochi. Preoccupano gli incendi dolosi e la servitù del 41bis».
Un grido d’allarme che unisce la geopolitica globale alle tensioni della cronaca locale, nel segno di un rinnovato impegno per la legalità e la democrazia. A due anni dalla nascita del progetto del centrosinistra algherese, poi confluito nel “Campo largo”, il movimento Sardenya i Llibertat rompe il silenzio e interviene nel dibattito cittadino con un duro documento firmato dal coordinamento composto da Salvatore Scala, Carlo Sechi, Luigi Addis e Sergio Floris. L’occasione è l’analisi di un’escalation di violenza e criminalità che sta colpendo la Riviera del Corallo, di fronte alla quale il movimento avverte che «nessuno si deve voltare dall’altra parte, sottovalutando l’accaduto nell’illusione che il fenomeno criminoso possa estinguersi da sé».
Il movimento riparte da un manifesto pubblicato due anni fa, oggi integrato e attualizzato alla luce delle nuove crisi internazionali, dalla guerra in Ucraina al conflitto nella Striscia di Gaza, che impongono di abbandonare le polemiche per concentrarsi su temi chiave come la giustizia sociale e la tutela ambientale. Sul fronte locale, Sardenya i Llibertat denuncia una cronica carenza nella pianificazione generale di Alghero, che avrebbe generato nel tempo ingiustificati privilegi per pochi e svantaggi per la maggioranza dei residenti. Da qui la richiesta perentoria di avviare una discussione senza scorciatoie per arrivare all’approvazione definitiva di tutti gli strumenti urbanistici fermi da anni, dal Piano Urbanistico Comunale al Piano del Parco, fino ai piani per i litorali, il traffico e il suolo pubblico.
La preoccupazione più grande riguarda però l’ombra della criminalità organizzata, un fenomeno le cui radici in Sardegna sono già state certificate dalle massime autorità magistratuali e investigative. Ad Alghero, l’allarme si traduce nell’accaparramento pervasivo di attività nei settori produttivi, in particolare nel comparto bar-ristorativo, e nella gestione del suolo pubblico. Ma a scuotere la comunità sono soprattutto i ripetuti incendi dolosi di auto che hanno colpito cittadini e operatori turistici, l’ultimo dei quali avvenuto a ridosso dell’aeroporto a soli due mesi da un episodio analogo. Una situazione critica a cui si aggiunge la scellerata decisione del Ministero della Giustizia di ampliare il regime carcerario del 41bis nell’isola, una pesante servitù contro cui si sono già schierati la presidente della Regione Alessandra Todde, parlamentari, sindaci e il vescovo di Nuoro Antonello Mura. Per contrastare questa deriva, il movimento chiama a raccolta tutte le istituzioni, sollecitando non solo il potenziamento delle forze dell’ordine, ma soprattutto una maggiore capacità investigativa guidata da magistrati specializzati.
Parallelamente alla legalità, il documento solleva il tema di un profondo deficit di democrazia e partecipazione che ha penalizzato la città, citando le passate contrapposizioni sull’Ente Parco di Porto Conte e l’Area Marina Protetta, avallate dalla precedente amministrazione comunale nell’indifferenza di larga parte del Consiglio. L’esempio più evidente di questo declino sarebbe il Centro storico, descritto come svuotato dei suoi abitanti, abbandonato a se stesso e trasformato in un’enorme casa vacanze a uso esclusivo del commercio, dove si è tolta la voce ai legittimi titolari dei diritti a favore di un destino speculativo-immobiliare.
Uno spiraglio di luce viene individuato nel riavvio dell’iter del Puc, atteso da oltre trent’anni e oggi parrebbe indirizzato verso l’approvazione. Per Sardenya i Llibertat, il coinvolgimento della comunità nel disegno del proprio futuro, sul modello della Carta di Aalborg sottoscritta solennemente dal Comune, resta l’unica strada percorribile. Solo attraverso regole democraticamente approvate e applicate nel principio di parità di trattamento si potrà rispondere al bisogno fondamentale di sicurezza, giustizia e benessere per le nuove generazioni.

















