La storia di chi ce l’ha fatta a fare impresa in Sardegna: Marco Fontanarosa

La storia di chi ha voluto "fare impresa", e ce l'ha fatta. Aveva ottime idee, ci ha creduto, ed è arrivato a piccole grandi conquiste. Lui è sardo, si chiama Marco Fontanarosa

Da oggi cominciamo a raccontare le storie positive degli artigiani sardi che riescono a “fare impresa”, nonostante i mille disagi, la crisi e la burocrazia.  Ci piacerebbe contribuire a far conoscere meglio le potenzialità e le risorse di un settore che ha oltre 38mila storie da raccontare. Un artigiano, una storia nelle case dei vip batte un cuore, elettrico, sardo. Marco Fontanarosa, è cagliaritano uno dei maghi.  Entrare in una casa progettata da lui, è come accedere a una piccola stazione spaziale dove tutto si può controllare, semplicemente, tramite smartphone; dove le luci si accendono al passaggio di una persona, la temperatura è sempre quella giusta, l’umidità costante, la sicurezza precisa e discreta.

E l’acqua della vasca è calda come la si desidera. Abitasse negli Stati Uniti, Marco Fontanarosa, 42enne imprenditore cagliaritano della domotica, con la sua FMImpianti avrebbe di certo lavorato nelle più belle case di Beverly Hills; per ora è arrivato nel nord Italia dove, nelle case più prestigiose della Pianura Padana e nelle ville più prestigiose dei VIP nostrani, progetta e installa impianti e sistemi di automazione domotica che servono per controllare ogni tipo di edificio, piscine comprese. Da anni, quasi ogni settimana parte da Cagliari con il suo mezzo, attrezzatissimo, si imbarca e arriva al nord dove, giorno dopo giorno, lavoro dopo lavoro, è diventato uno dei progettisti domotici più rinomati d’Italia. “Non ho avuto nessuno che mi abbia raccomandato o segnalato – sottolinea – ho fatto tutto da solo, studiando, frequentando tutti i corsi di formazione che potevo seguire e, soprattutto, puntando sulla qualità, sull’innovazione e sulla domotica, un “pianeta” in piena espansione in Italia ma quasi del tutto sconosciuto in Sardegna”.

“Ho solamente svolto il mio lavoro con passione, professionalità e intuizione – continua – e i clienti sono stati così soddisfatti da segnalarmi con il passaparola: evidentemente la serietà e la qualità di ciò che si fa, paga sempre”.  Appartamenti moderni, casali antichi o ville al mare, Fontanarosa ha sempre la soluzione giusta per integrare il moderno, l’efficienza e il controllo. “Pochi mesi fa – dice con una punta d’orgoglio sardo – ho lavorato una vecchia cascina nel cuore della Pianura Padana, trasformata in una splendida villa, dove ho installato un impianto home audio video multiroom, un sistema per l’automazione delle luci, delle tende, della climatizzazione e della sicurezza che mi è valso un bell’articolo sulla più prestigiosa rivista del settore (ndr: HC home & Comfort). E di questo sono molto contento”. L’azienda di Fontanarosa è nata nel 1998, unendo le esperienze e le competenze di diverse figure professionali che vantavano esperienze decennali nel settore della integrazione delle tecnologie e nel controllo degli edifici, sia residenziali che del settore terziario.

“Ci siamo specializzati nella domotica professionale di alta gamma e nelle applicazioni specifiche per la building automation nel settore terziario – continua – e il know-how tecnologico e l’esperienza pluriennale nella integrazione hanno portato anche alla realizzazione di sistemi di integrazione che controllano e gestiscono tutti gli impianti presenti in un edificio: luce, clima, sistemi Home Theatre e audio multi room, aperture automatiche, antifurto, video sorveglianza, controllo remoto”. “Abbiamo messo la firma in hotel, uffici, musei, ristoranti, parchi acquatici, locali polifunzionali, centri Fitness e Wellness – prosegue – con l’obiettivo di rendere l’accessibilità a tali sistemi più semplice possibile”. “Adoro il mio lavoro anche se mi ha portato via dalla Sardegna – conclude Fontanarosa – purtroppo da noi oggi mancano le prospettive e il mercato interno è quasi inesistente. Spero, in cuor mio, di poter crescere sempre di più, magari anche in giro per il mondo per, un giorno, poter tornare a lavorare sotto il cielo cagliaritano”.

redazione, 19 marzo 2014