Impianto posidonia di San Marco, Conoci “Ritardi storici, i cumuli restano sul lungomare”
L'ex sindaco interviene dopo la replica del CIPSS sull'impianto di San Marco: "Le temperature estive non giustificano i ritardi. Si faccia chiarezza anche sul confronto in corso con l'ARPAS".
L’ex sindaco di Alghero, Mario Conoci, interviene nel dibattito sulla gestione ambientale e sul funzionamento dell’impianto di trattamento della posidonia di San Marco. Con una nota ufficiale, l’ex primo cittadino replica al recente comunicato del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari (CIPSS), contestando i dati sull’attività della struttura e segnalando il mancato completamento delle opere accessorie, con particolare riferimento al piazzale di stoccaggio.
“Leggendo il comunicato del CIPSS in risposta alle osservazioni che ho formulato sul completamento dell’impianto di trattamento della posidonia di San Marco, ho avuto la netta sensazione di assistere al classico tentativo di spiegare una realtà che, però, continua ostinatamente a mostrarsi diversa”, esordisce Conoci, rivendicando la conoscenza diretta dell’iter dell’infrastruttura, seguita “nella nascita insieme al precedente CdA del Consorzio Industriale e alla Provincia di Sassari, fino al finanziamento con risorse del PNRR”.
Al centro della contestazione vi sono i volumi di materiale lavorato diffusi dal Consorzio. “Il CIPSS afferma che dall’inaugurazione del 5 maggio, più di due mesi fa, sono state trattate circa 900 tonnellate di materiale e presenta questo dato come dimostrazione del pieno funzionamento dell’impianto. È una conclusione che non condivido”, precisa l’ex sindaco. “Chi conosce le caratteristiche dell’impianto sa che 900 tonnellate rappresentano, a pieno regime, il lavoro di una decina di giorni al massimo. È quindi evidente che oggi l’impianto opera a una capacità ben inferiore rispetto a quella per la quale è stato progettato. Sarebbe più utile spiegare le reali ragioni di questo rallentamento che, da quanto mi risulta, riguardano anche il conferimento del materiale residuo della lavorazione presso un unico centro”.
Conoci respinge inoltre le motivazioni addotte per i ritardi legati al piazzale destinato alla messa a riserva dello stoccaggio. “Oggi si richiama il caldo di queste settimane. È una spiegazione che sorprende, considerato che quell’opera è iniziata nel 2024 e che, dopo oltre due anni, non è ancora conclusa. Il piazzale avrebbe dovuto essere realizzato prima dell’impianto stesso. Attribuire oggi il ritardo alle temperature estive cerca di trasformare un problema che dura da anni in un inconveniente di stagione”. Secondo l’ex primo cittadino, la conseguenza di questa situazione è evidente: “I cumuli di posidonia sono sotto gli occhi di tutti, ancora sul lungomare e lungo gli arenili di Alghero, e non sul piazzale di San Marco dove sarebbero dovuti essere”.
La nota chiama in causa direttamente la rappresentanza algherese all’interno del consiglio di amministrazione del CIPSS, individuata nella figura del Sindaco e del rappresentante del Movimento 5 Stelle, Ferrara: “Proprio perché rappresentano la città avrebbero dovuto esercitare un’azione più incisiva affinché il completamento della messa a riserva diventasse una priorità. O almeno giustificare pubblicamente ritardi e problemi. Seguire un’opera pubblica non significa soltanto prenderne atto quando è inaugurata, ma accompagnarla fino alla sua piena funzionalità, superando ostacoli e ritardi”.
Un ulteriore punto sollevato riguarda i rapporti con l’ARPAS, a seguito delle risposte fornite in Consiglio Comunale dall’assessore competente a un’interrogazione del consigliere Alessandro Cocco. “Da quelle dichiarazioni è apparso evidente che un confronto con ARPAS è in corso su temi che sarebbe opportuno rendere pubblici”, evidenzia Conoci, chiedendo massima trasparenza poiché “qualsiasi limitazione alle procedure di rimozione della posidonia o al riposizionamento della sabbia trattata avrebbe conseguenze gravissime per Alghero, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello turistico”.
In conclusione, l’ex sindaco precisa che l’intervento non è finalizzato ad alimentare polemiche, bensì a richiamare ciascuno alle proprie responsabilità su un’opera definita strategica per Alghero e per tutto il nord della Sardegna. “Resta un fatto che nessun comunicato può smentire: i cumuli sono ancora lì. E i fatti, a differenza delle incerte spiegazioni, hanno la cattiva abitudine di non cambiare versione”, chiosa Conoci.

















