«Il lupo perde il pelo ma non il vizio… e i gatti randagi non vengono soccorsi»

L'opinione di Eva Bianchi, Presidente Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Alghero

Ci risiamo, numerose sono le segnalazioni secondo le quali a Sassari, come nella provincia, se un cittadino trova un gatto ferito o investito e chiama la Asl Veterinaria Area C di Sassari, la Polizia Municipale e/o il Comune, nessuno interviene e la persona che si trova in una situazione così difficile si sente rispondere sempre in questo modo: “la convenzione per il soccorso dei gatti randagi è stata sospesa!”. Bene, cosa vuol dire questo? Nulla, perché è un preciso dovere delle istituzioni intervenire in questi casi e soccorrere l’animale ferito. Ci contatta A.Z., una delle tante persone che ci riferiscono casi simili, la quale ci racconta quanto accaduto il 21/04/16. Viene chiamata da un’amica che trova un gatto in condizioni pietose vicino a Piazza del Comune a Sassari, quindi centro storico, con gravi difficoltà respiratorie, vomitava sangue (presente in modo importante sulla bocca insieme alla bava) e non riusciva a muoversi. Forse sintomo di avvelenamento, investito, picchiato? Comunque, ci riferisce che lei e altre due persone là presenti, hanno contattato i numeri per il “soccorso degli animali”, ma la risposta continuava a essere la stessa già menzionata sopra. Così, davanti a queste difficoltà “burocratiche”, la ragazza decide di raggiungere Palazzo Ducale, sede del Comune di Sassari, poco distante da dove si trovava il gatto agonizzante, e parla con due vigili i quali, forse inteneriti dal suo racconto, si recano sul posto. Una volta là, dopo aver visto lo stato di salute in cui versava la povera bestiola, hanno iniziato a fare delle telefonate dai propri dispositivi e così, con il loro aiuto il micio viene ricoverato presso il pronto soccorso animale dove dopo morirà. L’intervento è stato possibile solo dopo tre ore dalla prima chiamata fatta e grazie all’intervento dei due vigili che ringraziamo per la loro sensibilità, nonostante chi doveva occuparsene continuasse a dire che non era possibile.

Perché questo?  Forse chi stava dall’altra parte del telefono era stanco dell’insistenza di queste tre persone o era timoroso di una denuncia per omissione di soccorso? Ci complimentiamo con A.Z. perché è stata tenace, perché ama profondamente gli animali e conosce la legge, ed era pronta a querelare per omissione di soccorso se anche l’ultimo tentativo non fosse servito. Ma quanti davanti a una risposta come quella già ricordata, “la convenzione per il soccorso dei gatti è stata sospesa”, non avendo i mezzi economici per aiutare un gatto in difficoltà, altri l’avrebbero lasciato morire sul bordo di una strada o in un angolo della città. Ci domandiamo come ancora, nel 2016 e dopo le denunce fatte in passato da dei cittadini nei confronti delle istituzioni locali per omissione di soccorso, si possa decidere della vita di un animale stando dall’altra parte del telefono. Tutto questo senza nemmeno verificare di persona lo stato di salute dell’animale attraverso personale veterinario competente. Diverse anche le segnalazioni di cittadini che trovano cani vaganti, forse abbandonati o persi, e che chiedono alla Polizia Municipale di Sassari di controllare la presenza del microchip per risalire al possibile proprietario, ma quest’ultima risponde troppo spesso di contattare i Barracelli per fare questo tipo di verifica perché non dispone del lettore. Ma come, la legge dice chiaramente che la Polizia Municipale deve essere dotata di dispositivi per la lettura dei microchip presenti sotto la cute degli animali, e invece al telefono risponde così? Non è finita, altri invece ci riferiscono di casi in cui chi non è veterinario, dopo la lettura del microchip di un animale vagante, magari sofferente, si improvvisa tale affermando che “l’animale sta bene” e quindi lo lascia sulla strada. Come si può continuare in questo modo?

Ricordiamo alla Asl Veterinaria Area C di Sassari che i randagi sono di proprietà del Comune di Sassari e non dei cittadini, i quali non possono e non devono farsi carico delle spese che, come sappiamo, possono essere molto salate. Siamo stanchi di ricevere chiamate e segnalazioni da parte di cittadini e turisti, stranieri e non, che inorridiscono davanti al menefreghismo delle nostre istituzioni. La gente non chiama per il gusto di farlo, ma perché degli esseri viventi e senzienti tutelati dalla legge italiana necessitano di cure immediate. Perché la Asl Veterinaria Area C di Sassari, con l’aiuto dei comuni e dei sindaci, non si occupa di sterilizzare gratuitamente tutti i gatti i randagi? In questo modo si eviterebbero tanti problemi, come quello del randagismo o delle chiamate per soccorrerli e dei costi per ricoverarli. Ogni volta che visito il centro storico di Sassari quello che vedo mi deprime: gatte gravide, animali denutriti, forse con parassitosi intestinali o con problemi gravi di salute, nonostante ci siano dei volontari che fanno di tutto per sfamarli e aiutarli, ma evidentemente ciò non basta. Ogni tanto qualcuno si diverte anche ad avvelenarli. Basta! Che immagine si pensa di dare a chi viene qua in vacanza?

La legge parla chiaro, se le istituzioni non intervengono, si tratta di omissione di soccorso, perseguibile penalmente. Non ci sono scuse! Ora, per l’ennesima volta, vogliamo ricordare al Sindaco di Sassari, ma anche a quelli degli altri comuni, che non esistono animali di serie A e animali di serie B. Vogliamo ricordare anche che il primo cittadino è il diretto responsabile degli animali randagi presenti nel proprio comune che si rappresenta, così come previsto dalla legge italiana. Ricordiamo anche che il cittadino paga le tasse, e quei soldi contribuiscono a rendere attivo il servizio di pronto soccorso per gli animali. Già in passato le istituzioni furono querelate da dei cittadini che, trovando dei gatti feriti, si sentirono rispondere la stessa frase ormai vecchia e fastidiosa: “è stata sospesa la convezione per soccorrere i gatti!”. Invitiamo tutti i cittadini che si trovano in situazioni simili a querelare gli organi competenti che si rifiutano di intervenire, qualsiasi sia la scusa usata, chiedendo le generalità di chi è dall’altra parte del telefono che è obbligato a fornire. Caro Comune di Sassari e cara Asl Veterinaria Area C, non pensate sia arrivato il momento di mostrare compassione verso tutti gli animali smettendo di nascondervi dietro la stessa vecchia e banale scusa? Le associazioni sono stanche di farsi carico delle vostre responsabilità. I volontari non vengono pagati per prendersi cura degli animali vittime di incidenti o della follia umana, voi sì! E’ inutile poi vantarsi sui giornali condividendo dati falsati, o vantandosi di essere intervenuti sempre quando le querele ricevute, i fatti e le testimonianze dimostrano il contrario. Con la presente chiediamo che il servizio veterinario Asl accolga anche i gatti randagi che, a causa di questa sospensione assurda e senza senso, muoiono nell’indifferenza totale, come se non provassero dei sentimenti o del dolore e, ancora peggio, andando contro ciò che la legge prevede. Per finire, diciamo basta a questo menefreghismo e chiediamo a gran voce che il servizio di pronto soccorso riapra le porte anche agli amici felini.

Eva Bianchi, 27 Aprile 2016