Ecobox tra incuria e abbandono: il Comitato invia un nuovo dossier fotografico al Comune
A dieci mesi dalla prima denuncia, il report "Eco box di primavera" mostra le criticità del servizio. L'appello: «Serve un sistema capillare di controlli per salvare la bellezza della città»
Gli ecobox cittadini continuano a far discutere e a dividere l’opinione pubblica algherese. A dieci mesi di distanza dalla prima forte denuncia, il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune torna alla carica e invia un nuovo, dettagliato dossier fotografico ai vertici di Porta Terra. Il documento è stato recapitato direttamente al Sindaco e a una folta schiera di assessori, tra cui Raniero Selva (Tutela ambientale), Roberto Corbia (Immaginazione civica), Enrico Daga (Demanio), Ornella Piras (Attività produttive e Turismo), Raffaella Paola Sanna (Cultura e Innovazione) e al Presidente della III Commissione Consiliare, Gianni Occhioni.
Il report attuale, intitolato emblematicamente “Eco box di primavera: incuria e abbandono. Salvare la bellezza”, rappresenta l’evoluzione del progetto fotografico lanciato nell’agosto del 2025 (“Il giro degli eco box in 60 scatti”). L’obiettivo del Comitato è chiaro: verificare lo stato dell’arte a quasi un anno di distanza. “A fronte di una parte di eco box tenuti nel rispetto delle prescrizioni del regolamento di settore”, spiegano dal Comitato, “molti altri versano in una condizione di incuria e abbandono, configurandosi sempre più come il vero e proprio tallone d’Achille della raccolta differenziata, della sostenibilità ambientale e del decoro urbano”.
Secondo la denuncia, in molti casi verrebbe apertamente violato l’Articolo 9 del regolamento comunale approvato nel gennaio 2021. La norma parla chiaro: i titolari delle attività commerciali hanno l’obbligo di posizionare piante ornamentali sulla parte superiore delle strutture per impedire l’abbandono dei rifiuti, oltre a dover garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dei rivestimenti in legno e degli sportelli. Prescrizioni che, stando alle immagini raccolte, rimangono troppo spesso sulla carta, ferendo la bellezza dei contesti urbanistici e architettonici della città.
La battaglia del Comitato si fonda su un principio preciso: la concessione del suolo pubblico non può prescindere da rigidi criteri di sostenibilità e qualità. “Il suolo pubblico deve essere concesso contemperando le esigenze della vivibilità e della fruibilità dei luoghi pubblici con quelle di incremento dello sviluppo economico”, sottolineano i rappresentanti del movimento, richiamando una storica delibera del Consiglio Comunale del 2016.
L’azione si chiude con una richiesta di intervento immediata rivolta alla giunta. “Un giorno migliore si può immaginare e far sorgere nella città fortezza e in tutto il tessuto urbano, ma dipende da tutti noi. Ognuno, nessuno escluso, deve fare la propria parte”, conclude la nota stampa del Comitato Suolo Pubblico Bene Comune. Per questo motivo, invocando l’applicazione dell’Articolo 10 del regolamento, viene chiesto all’Amministrazione Comunale “un’urgente verifica dello stato degli eco box disseminati in città e i conseguenti provvedimenti per far emergere, senza ombre, la Bellezza”.

















