Diritti d’imbarco, Pais (Lega): «L’emendamento della Giunta Todde è superficiale e privo di strategia»

L’ex presidente del Consiglio regionale critico sui 18 milioni per gli scali sardi: «Senza accordi con le compagnie si penalizza Alghero e si dimentica l'inverno»

«L’emendamento della Giunta Todde sull’addizionale comunale sui diritti d’imbarco parte da un principio condivisibile, ma ancora una volta mostra un approccio superficiale e privo di una strategia complessiva sul trasporto aereo della Sardegna. Non basta stanziare risorse: bisogna stabilire quali risultati si vogliono ottenere». È quanto dichiara Michele Pais, già Presidente del Consiglio regionale ed esponente della Lega, commentando il subemendamento della Giunta che prevede di porre temporaneamente a carico del bilancio regionale l’addizionale sui diritti d’imbarco.

«Parliamo di 18,2 milioni di euro nel triennio 2026-2028, senza che nel provvedimento siano previste precise contropartite in termini di nuove rotte, maggiori frequenze o riduzioni verificabili delle tariffe. Una misura di questa portata avrebbe dovuto essere preceduta da un accordo quadro con le compagnie aeree, fissando preventivamente nuovi collegamenti, frequenze e condizioni tariffarie». Per Pais è particolarmente debole la disciplina prevista per Alghero: «Vengono aggiunti aprile e maggio, ma sparisce incomprensibilmente ottobre, che era invece ricompreso nella precedente proposta. Una contraddizione evidente se l’obiettivo è realmente quello di allungare la stagione».

«Ma il problema di fondo è che la misura avrebbe dovuto essere estesa a tutto l’anno. È soprattutto nei mesi invernali che occorre incentivare le compagnie. D’estate la Sardegna è già una destinazione appetibile e gli operatori hanno interesse a volare nell’Isola. È d’inverno che servono gli incentivi per aprire e mantenere nuove rotte, contrastare la stagionalità e soprattutto garantire il diritto alla mobilità dei sardi per motivi di lavoro, salute e studio, e maggiori collegamenti con l’Italia e l’Europa».

Per l’ex Presidente del Consiglio regionale «Alghero rischia altrimenti di essere sempre più relegata al ruolo di aeroporto stagionale, quando dovrebbe essere perseguito esattamente l’obiettivo opposto». Pais evidenzia inoltre una questione relativa ai tempi: «Per il 2026 la misura rischia di essere uno spot. Ricordiamo infatti che l’addizionale sui diritti d’imbarco è un tributo istituito dalla legge statale e la sua disapplicazione non può dipendere dalla sola volontà della Regione: è necessario il necessario intervento normativo statale. Il ministro Matteo Salvini sarà certamente, come sempre, al fianco della Sardegna per trovare le soluzioni necessarie, ma non si può immaginare che i tempi parlamentari possano essere modificati da una delibera di giunta regionale».

Infine, secondo Pais, manca una vera regia pubblica regionale del sistema aeroportuale sardo. «La distribuzione e la programmazione del traffico tra gli aeroporti non possono essere lasciate alla sola discrezionalità dei gestori, che legittimamente perseguono finalità societarie e private. La Regione deve invece tutelare l’interesse pubblico, l’equilibrio territoriale e la mobilità dei sardi. Anche per questo emerge ancora una volta la necessità di una maggiore presenza del pubblico nel sistema aeroportuale, capace di indirizzare le scelte strategiche».

«Quella proposta dalla Giunta Todde – conclude Pais – è dunque una misura parziale, temporanea e senza una vera strategia, che rischia ancora una volta di penalizzare soprattutto lo scalo di Alghero. Togliere l’addizionale è un obiettivo giusto, ma deve diventare lo strumento di una politica dei trasporti seria: più voli, nuove rotte, prezzi più accessibili e collegamenti durante tutto l’anno».

11 Agosto 2026