Circolo PD Trasporti: Autorità Portuale a Porto Torres

Il circolo ha esaminato la situazione dello scalo di Porto Torres, in previsione della eventuale decisione del governo Renzi

Il comitato direttivo del circolo PD dei trasporti ha analizzato in maniera approfondita la situazione del Porto di Porto Torres ed ha, conseguentemente, elaborato alcune deduzioni che rende note a mezzo stampa. In prima analisi, la presunta decisione assunta dal governo nazionale in merito alla costituzione di una sola autorità portuale della Sardegna, è fonte di forte preoccupazione. Se ciò avvenisse, date le condizioni di traffico merci, riteniamo che Porto Torres sia, ad oggi, l’unica possibile sede dell’autorità Portuale della Sardegna. Consideriamo tale affermazione non solo congruente con le peculiarità richieste dalla legge, ma geograficamente strategica. Il naturale collegamento con il nord Italia consente allo scalo turritano di porsi come nodo di scambio fondamentale tra nord/sud ed est/ovest del bacino occidentale del mediterraneo. Ancora oggi infatti, la posizione geografica consente allo scalo la supremazia nella movimentazione delle merci e quindi la necessità che vi risieda la sede dell’autorità portuale della Sardegna.

Questo anche se al momento rileviamo che sia stato prorogato il commissariamento dell’autorità portuale del nord Sardegna a favore dell’ammiraglio Martello fino al prossimo dicembre. Ancora, il porto del Nord-Ovest della Sardegna, negli ultimi 2 anni ha visto l’aumento del traffico passeggeri, sicuramente in concomitanza di fattori legati a più attente politiche tariffarie delle compagnie che hanno giovato a tale risultato, ma si inquadra dentro questa anche l’aumento del 10% del traffico passeggeri sulla rotta Civitavecchia-Porto Torres-Barcellona che ha proprio in Porto Torres il fulcro di tale traffico. Per le merci movimentate, attualmente, fatto 100 il totale delle stesse, i dati ci dicono che importiamo l’80% ed esportiamo il 20%. Ragionando sull’analisi merciologica si evidenzia che le merci in ingresso sono relative ad ortaggi frutta e in generale alimentari.

Desumiamo quindi che le produzioni locali e sarde in generale, tolta qualche eccellenza, viene scarsamente venduta sui mercati di oltremare. Una corretta filiera produttiva e distributiva consentirebbe quantomeno un ribilanciamento dell’import/ export del commercio della Sardegna con positivi effetti sull’indotto del trasporto intermodale gomma/ nave. Rileviamo però che l’infrastruttura portuale non è stata correttamente ammodernata rispetto alle esigenze attuali. L’infrastruttura portuale ha necessità di un retro porto che consenta sia lo stazionamento dei containers e dei semirimorchi utilizzati dalle imprese di trasporto, e consenta loro di raggiungere il porto per scaricare o sganciare agevolmente il carico e proseguire. La promiscuità tra traffico passeggeri e traffico di tipo industriale è un pessimo benvenuto per i turisti e per passeggeri che arrivano in Sardegna, costretti a sbarcare o ad attendere l’imbarco tra cumuli di argille o sabbie silicee. E’ di particolare negatività l’assenza di servizi igienici sulle banchine di imbarco o sbarco tale da rendere l’infrastruttura assolutamente sgradevole a coloro che ne usufruiscono.

Sottolineamo infine che nel porto civico, la così detta Banchina Segni, ora ristrutturata per i mancati lavori di escavo del fondale non rendono fruibile la struttura. Riteniamo quindi assolutamente indiferibili interventi che portino il fondale dagli attuali -8 metri a -10. Tale operazioni consentirebbero sia al flusso crocieristico, sia alle nuove navi di linea, che in virtù delle aumentate dimensioni hanno anche pescaggi maggiori, l’attracco nel nuovo porto di fronte al quale si trova la stazione passeggeri con tutti i servizi ad esso connessi. L’auspicio del circolo trasporti del PD è quindi quello che la nuova Giunta Regionale e l’Assessore competente, sappia far proprie le criticità fin qui segnalate e predisporre un piano d’intervento per la porta a mare del nord Sardegna adeguato a poterne rilanciare le funzioni, ma soprattutto riconoscerne il fondamentale ruolo nel sistema del trasporti della nostra isola.

Circolo Pd Trasporti “Padre Puglisi”

22 Settembre 2014