Caso Giuni Russo, Orizzonte Comune: «Costi reali oltre i 200mila euro»

Il coordinamento difende l’operato della Fondazione Alghero: «Trattative riservate e budget da rispettare, basta polemiche sterili».

Il dibattito politico attorno al mancato concerto celebrativo in onore di Giuni Russo si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo. Con una nota ufficiale, il coordinamento di Orizzonte Comune interviene per rispondere a quelle che definisce polemiche sterili, strumentali e prive di fondamento, fornendo una ricostruzione dettagliata dei passaggi tecnici ed economici che hanno portato alla rinuncia dell’evento.

Il movimento inizia la propria difesa ribadendo con fermezza il principio di autonomia della Fondazione Alghero. Pur ricevendo gli indirizzi dalla politica, l’ente opera infatti in piena indipendenza operativa, mediando tra la visione complessiva della città e la necessaria sostenibilità finanziaria. In questo contesto, viene sottolineato come la riservatezza sui nomi e sulle trattative sia un passaggio imprescindibile per proteggere le casse pubbliche da inevitabili rialzi delle offerte.

Il nodo centrale della questione resta però quello economico. Orizzonte Comune chiarisce che la gestione dei fondi deve basarsi sui consuntivi e non sulla mole enorme di proposte che la Fondazione riceve quotidianamente. Se si dovessero assecondare tutte le richieste, il budget per gli eventi dovrebbe infatti toccare i dodici milioni di euro, a fronte dell’unico milione e duecentomila euro effettivamente messi a bilancio.

Entrando nel merito del caso Giuni Russo, la nota smentisce i numeri circolati negli ultimi giorni. L’offerta finale ricevuta, basata su un format già presentato a Roma, era stata fissata a 150.000 euro, ma tale cifra non includeva l’IVA al 10% né una lunga serie di costi logistici e di sicurezza assolutamente necessari. Tra service tecnico, vigilanza per quattromila persone, assistenza sanitaria, SIAE e polizze assicurative ad alto massimale, l’esborso complessivo per l’amministrazione avrebbe superato agevolmente la soglia dei 200.000 euro.

Orizzonte Comune solleva inoltre dubbi sulla natura qualitativa della proposta. Il confronto con l’evento “Voci Parallele”, tenutosi a Roma lo scorso settembre, appare impietoso: a parità di format, nella capitale erano presenti artisti del calibro di Alice, Antonella Ruggiero e Arisa, mentre la proposta algherese presentava nomi che hanno fatto sorgere il sospetto di un interesse più economico che realmente evocativo. Secondo il coordinamento, la manifestazione avrebbe dovuto essere un inno alla musica e non un semplice “amarcord canoro” eccessivamente oneroso per la collettività.

In chiusura, il movimento sceglie di abbassare i toni in vista delle festività, rivolgendo un augurio di buona Pasqua a tutti i cittadini e agli esponenti dell’opposizione. L’invito finale è quello di abbandonare le polemiche ritenute dannose per la città, cercando di lavorare unitamente per il bene comune di Alghero.

5 Aprile 2026