Anagrafe Lumaca ad Alghero, FdI: «Daga si assuma le sue responsabilità»
Il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia difende il passaggio alla Cie previsto dalle norme europee e boccia la gestione del personale comunale: «Cittadini ostaggi di inefficienze interne».
Il dibattito sui tempi d’attesa e sull’efficienza dei servizi demografici del Comune di Alghero si trasforma in un terreno di scontro frontale tra le forze politiche locali. Dopo le recenti critiche espresse dal centrosinistra, Fratelli d’Italia ha diffuso una nota ufficiale per replicare alle posizioni espresse da Enrico Daga, segretario cittadino del Partito Democratico e attuale assessore con delega al Personale della Giunta Cacciotto, in merito alla transizione dai documenti cartacei a quelli elettronici.
Il coordinatore cittadino del partito di centrodestra, Pino Cardi, ha espresso forte contrarietà verso l’impostazione data dal segretario del Pd alla vicenda. «Sorprende leggere le dichiarazioni del segretario cittadino del Partito Democratico, Enrico Daga, che ancora una volta sceglie di trasformare una questione amministrativa in un’occasione di polemica politica contro il Governo nazionale, omettendo però alcuni fatti fondamentali che sarebbe bene ricordare ai cittadini», esordisce Cardi nel documento, contestando la tesi di un provvedimento calato dall’alto in modo estemporaneo. «Intanto occorre chiarire che l’obbligo di progressivo superamento delle vecchie carte d’identità cartacee non nasce certo da una decisione improvvisata del Governo italiano, come qualcuno vorrebbe far credere. Si tratta infatti dell’attuazione del Regolamento UE 2019/1157, recepito dal Ministero dell’Interno con la Circolare n. 76 del 13 ottobre 2025, finalizzato ad introdurre in tutta l’Unione Europea standard di sicurezza più elevati per i documenti di identità. La successiva decisione del Governo di prorogarne la validità fino alla naturale scadenza rappresenta quindi una scelta di buon senso, adottata proprio per evitare disagi ai cittadini e consentire una gestione più ordinata di questa fase di transizione».
La redazione fa notare che l’affondo principale di Fratelli d’Italia si sposta poi sulla coincidenza dei ruoli ricoperti da Daga, di cui vengono messe in luce quelle che l’opposizione definisce contraddizioni sul piano gestionale. «Sorprende ancora di più però che a parlare sia Enrico Daga che, oltre ad essere segretario cittadino del PD, nella Giunta Cacciotto ricopre anche il ruolo di assessore con delega al personale», incalza Pino Cardi. «Ed è proprio qui che emerge una contraddizione evidente. Se oggi ad Alghero l’Ufficio Anagrafe vive una situazione di criticità con lunghe attese, difficoltà organizzative e disagi continui per i cittadini, questo dipende principalmente dalla cronica carenza di personale negli uffici comunali. Una carenza che riguarda esattamente il settore sul quale Daga esercita una precisa responsabilità amministrativa. Talmente grave è stata questa situazione che numerosi cittadini algheresi, pur di riuscire ad ottenere in tempi ragionevoli il rilascio della carta d’identità, sono stati costretti perfino a rivolgersi ad altri Comuni, spostandosi fuori città per ottenere un servizio che il proprio Comune avrebbe dovuto garantire normalmente. Un fatto che certifica in maniera evidente il fallimento organizzativo di questa amministrazione».
A conclusione del comunicato, Cardi invita l’esponente della maggioranza a un esame accurato delle competenze interne al municipio, rigettando le accuse mosse all’esecutivo centrale. «Prima di chiedersi chi restituirà ai cittadini il tempo perso, Daga dovrebbe forse spiegare ai cittadini di Alghero perché, pur avendo la delega al personale, non abbia ritenuto necessario potenziare adeguatamente un servizio essenziale come quello anagrafico, lasciando gli uffici in condizioni di evidente sofferenza. I Comuni non devono essere il paraurti dello Stato, questo è vero. Ma neppure i cittadini devono diventare ostaggi di inefficienze amministrative locali mentre chi governa preferisce puntare il dito altrove per nascondere responsabilità che sono tutte interne al Palazzo. Ad Alghero servono amministratori che affrontino i problemi e li risolvano. Non assessori che, invece di assumersi le proprie responsabilità, cercano continuamente un bersaglio esterno per giustificare inefficienze che dipendono direttamente dalle loro scelte».
















