Aeroporti sardi, Forza Italia dopo lo stop sui 30 milioni: «Progetto da rifare»
Pittalis e Tedde: «La Regione ammette la necessità di approfondire i patti parasociali. Alghero non può essere una semplice pedina»
«L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare». Prendendo in prestito la celebre espressione di Gino Bartali, Pietro Pittalis e Marco Tedde di Forza Italia commentano la decisione della Regione di rinviare al 2027 i 30 milioni destinati alla fusione degli aeroporti sardi e di ammettere la necessità di ulteriori approfondimenti sull’operazione, a cominciare dai patti parasociali. «Avevamo espresso da subito forti perplessità su questa singolare operazione – ricordano Pittalis e Tedde – ponendo questioni precise sulla governance, sul ruolo effettivo della Regione, sulla tutela dell’interesse pubblico e sulle garanzie per i singoli aeroporti. Per quanto riguarda Alghero, avevamo soprattutto chiesto come si intendesse tutelare uno scalo strategico per il Nord-Ovest della Sardegna, evitando che la fusione si traducesse in un semplice accentramento delle decisioni».
«Oggi – proseguono – è la stessa Regione a certificare che quelle perplessità erano fondate. Se servono ulteriori approfondimenti sui patti parasociali e se i 30 milioni vengono fatti slittare al 2027, significa che l’operazione, così come era stata impostata, non era sufficientemente definita e non offriva le necessarie garanzie». Secondo Pittalis e Tedde, «non siamo di fronte a un banale rinvio tecnico. È un vero e proprio stop che mette in discussione l’impianto dell’operazione. E prendiamo atto con soddisfazione che la Regione abbia finalmente deciso di fermarsi e approfondire».
«Quando si impegnano 30 milioni di euro di risorse pubbliche e si interviene sull’assetto futuro di infrastrutture strategiche come gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero – sottolineano i due esponenti azzurri – non ci si può limitare a evocare i vantaggi di una generica “rete aeroportuale”. Bisogna sapere chi decide, con quali poteri, quali investimenti saranno garantiti, quali saranno gli impegni sulle rotte e sulla crescita del traffico e quali strumenti avrà la Regione per far valere l’interesse pubblico».
«E soprattutto – aggiungono – occorre chiarire quale sarà il destino di ciascuno scalo. Alghero non può essere considerato una semplice pedina di un’operazione societaria decisa altrove. Servono garanzie concrete sugli investimenti, sulla connettività, sulle rotte e sul ruolo strategico dell’aeroporto per il Nord-Ovest dell’Isola». «Avevamo ragione a chiedere prudenza – concludono Pittalis e Tedde – e oggi la prudenza è diventata una necessità riconosciuta dalla stessa Regione. Bene dunque lo stop. Ma non basta rinviare. Occorre avere il coraggio di prendere atto che il progetto, così come concepito, va profondamente rivisto. Insomma, per dirla con Bartali: l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare».
















