Beni pubblici, i Riformatori: «A Villa Maria Pia serve un centro diurno, non una foresteria»

Duro affondo dell'opposizione sull'uso degli immobili comunali. Nel mirino anche la gestione del campo da rugby: «Il sindaco Cacciotto chiarisca e garantisca parità di trattamento».

Il dibattito sulla gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Alghero torna al centro dell’attenzione politica locale. I Riformatori Sardi hanno inviato una nota ufficiale indirizzata al sindaco Raimondo Cacciotto e all’amministrazione comunale per chiedere chiarimenti in merito ai criteri di utilizzo di due importanti beni pubblici situati nella zona di Maria Pia: la storica Villa e il campo comunale da rugby.

Per quanto riguarda il compendio di Villa Maria Pia, l’esponente della forza politica di minoranza ha espresso forti perplessità sulla sua attuale destinazione d’uso. «Villa Maria Pia è diventata un immobile ad uso promiscuo: sede istituzionale del Consiglio comunale, sede di associazioni, luogo di eventi e, da ultimo, anche foresteria, ma solo per alcuni soggetti», si legge nel documento diffuso, che evidenzia un contrasto con altre istanze presentate in passato. «Non può sfuggire la disinvoltura con la quale l’amministrazione consente l’utilizzo del bene pubblico in alcuni ca-si, mentre in altri prevalgono rinvii, silenzi e mancate decisioni. E pensare che presso l’immobile di Villa Maria Pia una proposta seria e meritevole di attenzione poteva essere quella dell’istituzione di un Centro Diurno per dare una risposta concreta a un’esigenza fortemente sentita nel territorio, quella di offrire un supporto alle famiglie che quotidianamente si occupano di persone con disabilità gravi. Evidentemente si preferisce la foresteria, nonostante oltre un anno fa fu presentato un ordine del giorno da parte della consigliera Giovanna Caria sul tema e, ad oggi, non si è dato seguito neppure alla richiesta formale di convocare una commissione consiliare dedicata per discutere il progetto o eventuali ipotesi di realizzazione».

Secondo la nota dei Riformatori, l’attuale gestione definirebbe l’indirizzo della linea amministrativa. «Un atteggiamento che appare significativo delle priorità politiche dell’attuale maggioranza. L’attenzione più volte dichiarata verso le fragilità sociali e le esigenze delle famiglie coinvolte si è rivelata, in questo caso, priva di riscontri concreti. Ancora una volta il rischio è che chi vive maggiori difficoltà venga lasciato indietro e che, anche questa volta, gli ultimi restino ultimi».

Il secondo punto sollevato dall’opposizione riguarda i criteri di assegnazione e utilizzo degli impianti sportivi della medesima località, con particolare riferimento all’impianto dedicato al rugby, attualmente impiegato da un solo sodalizio cittadino. «Un esempio lampante di disparità», sostengono i Riformatori Sardi. «Da oltre un anno si susseguono annunci, ipotesi di bandi e promesse di soluzioni che, nei fatti, non sono mai arrivate, mentre una società continua a utilizzare il campo e l’altra rischia di non poter programmare neppure la prossima stagione sportiva. È inevitabile che, anche una situazione di questo tipo alimenti interrogativi e dubbi nell’opinione pubblica. Non vogliamo credere alle voci che circolano in città e che attribuirebbero questo immobilismo alla presenza, all’interno della maggioranza, di persone legate da rapporti familiari con dirigenti o tesserati di una delle società coinvolte. Sarebbe grave anche solo pensarlo. Proprio per questo riteniamo che il Sindaco e l’Amministrazione abbiano il dovere di dissipare ogni dubbio attraverso atti chiari, decisioni trasparenti e regole uguali per tutti».

A chiusura della nota, il gruppo consiliare ha ribadito l’intenzione di vigilare sui futuri provvedimenti amministrativi legati al patrimonio dell’ente. «Noi continueremo a mantenere alta l’attenzione su queste vicende affinché i cittadini sappiano come vengono gestiti i beni pubblici della città. L’amministrazione esca quanto prima da questa impasse e assuma i provvedimenti necessari a riportare la vicenda entro i principi di legalità, trasparenza e parità di diritti che la nostra Costituzione tutela e che ogni amministrazione dovrebbe garantire».

22 Giugno 2026