Grandi eventi ad Alghero, l’attacco di Sasso: «Città paralizzata, i residenti pagano il conto»

Il presidente di Iniziativa Alghero critica la gestione dei tremila atleti in arrivo: «Il ritorno d'immagine non risolve la carenza cronica di parcheggi e servizi».

L’arrivo imminente di circa tremila atleti accende il dibattito politico e sociale sulla gestione dei grandi eventi ad Alghero. A sollevare forti perplessità sul modello di sviluppo turistico-sportivo adottato dall’amministrazione è Francesco Sasso, presidente del movimento “Iniziativa Alghero”, che punta il dito contro i disagi strutturali che l’evento rischia di scaricare sulle spalle dei residenti. Secondo l’esponente politico, il racconto istituzionale legato alle grandi manifestazioni ricalca ormai un copione fisso, fatto di slogan su visibilità, promozione territoriale e ritorni economici. Benefici che, tuttavia, non sembrano bilanciare i costi reali sostenuti dalla comunità.

“Ci diranno che ne vale la pena per il ritorno d’immagine — attacca Sasso — ma la realtà con cui faranno i conti i cittadini sarà ben diversa: traffico in tilt, caos generalizzato e parcheggi introvabili. Chi abita davvero la città vive un’altra quotidianità, fatta di viabilità paralizzata e servizi pubblici costantemente sotto pressione.”

Dal movimento ci tengono a precisare che la critica non è rivolta allo sport in sé o all’attrattività degli eventi, quanto piuttosto alla definizione delle priorità strategiche per la Riviera del Corallo, una città che da anni fa i conti con storiche carenze infrastrutturali. Sasso pone un interrogativo politico preciso sull’allocazione dei fondi pubblici, chiedendo che le risorse comunitarie vengano destinate prioritariamente alla risoluzione dei problemi quotidiani, come la mobilità urbana, i parcheggi e la manutenzione ordinaria.

La conclusione del presidente di Iniziativa Alghero è un richiamo alla concretezza amministrativa, che sposta l’accento dal marketing territoriale alla qualità della vita reale. “Un evento dura pochi giorni, ma le criticità del territorio restano per trecentosessantacinque giorni all’anno – conclude Sasso -. Il ritorno d’immagine non può diventare la risposta universale ai deficit della città. Il miglior biglietto da visita per Alghero non si misura dagli eventi che ospita, ma dall’efficienza dei servizi che è in grado di garantire stabilmente a chi la vive ogni giorno.”

16 Maggio 2026