Caro carburanti e crisi in Medio Oriente: scatta il piano straordinario della Guardia di Finanza

Sotto la lente del MEF e della Guardia di Finanza l'impennata dei listini legata alla crisi mediorientale. In Sardegna rincari record: il gasolio sale di 10 centesimi in sole 48 ore.

Le forti oscillazioni dei mercati energetici internazionali, alimentate dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente, hanno fatto scattare lo stato di allerta sui prezzi al consumo in Italia. Su input del Ministero dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Guardia di Finanza ha avviato un potenziamento dei controlli su tutta la rete di distribuzione. L’obiettivo primario è stroncare sul nascere manovre speculative e garantire la massima trasparenza ai cittadini in una fase di estrema volatilità del mercato.

In questo scenario, la Sardegna emerge come uno dei territori più esposti all’ondata di aumenti. Le ultime rilevazioni ufficiali del Mimit, aggiornate ad oggi 6 marzo 2026, dipingono un quadro critico per l’economia isolana. Il costo medio del gasolio in modalità self-service ha raggiunto quota 1,931 euro al litro, mentre la benzina si attesta su 1,779 euro. Per chi utilizza il Gpl servito, la spesa media è salita a 0,803 euro. A preoccupare è soprattutto la rapidità della scalata dei prezzi: nell’arco di appena due giorni, rispetto ai dati del 4 marzo, si è verificato un balzo dei listini compreso tra il 2% e il 5%. In termini pratici, il diesel è rincarato di quasi 10 centesimi, portando il costo di un pieno medio a lievitare di oltre 5 euro in sole 48 ore. Statistiche alla mano, la Sardegna si conferma la regione più colpita d’Italia dopo la Valle d’Aosta, superando nettamente le medie nazionali.

Proprio per contrastare queste repentine anomalie, i reparti della Guardia di Finanza hanno ricevuto direttive specifiche per monitorare ogni anello della catena commerciale, dalla produzione alla pompa. Gli interventi si muovono su un doppio binario che riguarda sia la verifica della trasparenza che il contrasto ai traffici illeciti. Da un lato, i militari accerteranno la corrispondenza tra i prezzi comunicati al Ministero e quelli effettivamente praticati, con un’attenzione particolare alla corretta esposizione dei cartelli informativi. Dall’altro, il monitoraggio servirà a scongiurare il rischio di infiltrazioni di prodotti di contrabbando o frodi sulle accise, fenomeni che tendono ad aumentare quando i prezzi ufficiali subiscono impennate repentine.

L’attività investigativa punta inoltre a far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali tra operatori, volti ad alterare artificialmente i valori di mercato a scapito della collettività. Attraverso il controllo della tracciabilità dei carichi e della corretta classificazione merceologica dei carburanti, le Fiamme Gialle intendono assicurare che nel circuito legale non finiscano miscele non a norma o sottratte al fisco. Questo presidio di legalità è ritenuto fondamentale per tutelare il diritto dei cittadini alla mobilità e per proteggere il sistema economico sardo da distorsioni che potrebbero aggravare ulteriormente la già difficile congiuntura attuale.

6 Marzo 2026