Sanità territoriale, Mulas: «L’ambulatorio di Fertilia non deve chiudere»

Il Presidente della Commissione Sanità lancia l’allarme sul possibile trasferimento ad Alghero: «Sarebbe un grave danno per i pazienti più fragili dell’agro».

Un presidio di civiltà prima ancora che sanitario. È questo il grido d’allarme lanciato da Christian Mulas, Presidente della Commissione consiliare Sanità, in merito all’ipotesi di smantellamento dell’ambulatorio infermieristico di Fertilia per un suo possibile trasferimento presso la Casa della Salute di via degli Orti ad Alghero. Secondo l’esponente politico, una simile decisione rappresenterebbe un pericoloso passo indietro nel percorso di assistenza ai cittadini, colpendo duramente le fasce più deboli della popolazione.

L’ambulatorio, attivo dal 2024, è diventato in breve tempo un punto di riferimento insostituibile per la borgata e per l’intero agro. Ogni mese la struttura accoglie mediamente tra le 150 e le 160 persone, garantendo cure professionali a pazienti oncologici, soggetti con stomie e ulcere gravi, ma anche a numerosi cittadini affetti da pluripatologie. Si tratta di un’utenza composta in gran parte da anziani, persone con disabilità e residenti in zone rurali che trovano nel presidio di prossimità una risposta concreta alle proprie necessità di salute.

Mulas sottolinea come il servizio non si limiti a offrire semplici prestazioni sanitarie, ma costituisca un pilastro fondamentale sotto il profilo sociale ed economico. La sua presenza sul territorio assicura infatti una continuità assistenziale e un monitoraggio clinico costante per tutti quei pazienti che, per ragioni fisiche o logistiche, incontrano enormi difficoltà negli spostamenti verso il centro urbano. Spostare queste attività in via degli Orti significherebbe privare Fertilia di un presidio strategico, aggravando i disagi per chi vive nelle aree periferiche e compromettendo la qualità della vita dei più vulnerabili.

Il paradosso evidenziato dal Presidente della Commissione risiede nella contraddizione con le attuali politiche sanitarie, che a parole promuovono il rafforzamento della medicina territoriale e di prossimità. Una scelta di segno opposto, come quella ipotizzata, andrebbe invece a indebolire la rete dei servizi proprio nel momento in cui i cittadini chiedono maggiore assistenza vicino alle proprie case. Per queste ragioni, Mulas ritiene improcrastinabile l’apertura di un confronto serrato con l’ASL competente e con le istituzioni coinvolte, con l’obiettivo di scongiurare una decisione che rischierebbe di lasciare indietro chi ha più bisogno.

Difendere l’ambulatorio infermieristico di Fertilia, conclude il Presidente, significa proteggere il diritto alla cura e alla dignità di ogni cittadino. La tutela della salute pubblica passa inevitabilmente attraverso una distribuzione capillare dei servizi sul territorio, un principio che non può essere sacrificato a logiche di accentramento burocratico.

4 Marzo 2026