Crisi in Regione, Marco Tedde (FI): «Maggioranza in frantumi, la sanità sarda è ostaggio delle poltrone»

Il consigliere nazionale azzurro attacca la Giunta dopo lo scontro sulle nomine: «Siamo davanti a una paralisi conclamata, i cittadini pagano il prezzo di una coalizione divisa su tutto».

Un duro affondo contro la tenuta della Giunta Todde e una denuncia sulla paralisi del sistema sanitario regionale. Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, interviene con decisione nel dibattito politico sardo, interpretando le recenti dichiarazioni del segretario regionale del Pd, Silvio Lai, come l’atto finale di una coalizione ormai al bivio.

Secondo l’esponente azzurro, la frattura interna alla maggioranza non sarebbe più riconducibile a una normale dialettica, ma rappresenterebbe una rottura politica profonda. «Le parole di Lai sono una presa d’atto pesantissima: la maggioranza è in frantumi e la legislatura è entrata in una fase di paralisi conclamata», dichiara Tedde. Al centro della contesa, le nomine dei vertici delle aziende sanitarie, uno scontro che ha visto un partito cardine della coalizione disertare deliberazioni decisive, sollevando dubbi sulla legittimità delle scelte della Presidente Todde rispetto alla legge e alle sentenze della Corte Costituzionale.

Il cuore della critica di Tedde riguarda il riflesso di queste tensioni sulla vita dei cittadini. La sanità sarda, secondo il consigliere di Forza Italia, verrebbe piegata a logiche di compensazione interna mentre i territori restano privi di servizi essenziali. «È inaccettabile che la salute dei sardi diventi ostaggio di un “poltronificio” permanente», attacca Tedde, sottolineando come la mancanza di una visione organica stia aggravando l’emergenza delle liste d’attesa e la carenza di organico nei reparti in affanno.

Per Forza Italia, l’attuale esperienza amministrativa avrebbe perso l’autorevolezza necessaria per governare l’isola. La difficoltà nel trovare una sintesi sulle scelte strategiche sanitarie sarebbe il segnale di un fallimento politico che ricade direttamente su pazienti e operatori del settore. «La Sardegna ha bisogno di stabilità e competenza, non di una guerra interna senza fine», conclude Tedde, auspicando un cambio di passo radicale che sottragga la sanità alle logiche di corrente per restituirla all’interesse generale dei sardi.

24 Febbraio 2026