Aeroporto, Uiltrasporti: «c’è la volonta ridimensionare il Riviera del Corallo»

«Mentre altrove si programma la Winter 2016, è di queste ore la notizia delle richieste di trasferimento del personale Enav di Alghero, con gestione dello spazio aereo direttamente da Olbia: ennesima dimostrazione, dopo il trasferimento del personale Ryanair, che il segnale di abbandonare la nave è stato dato». Lo afferma Uiltrasporti in una nota diffusa dalla segreteria territoriale Sassari-Olbia

Da uno studio della Uiltrasporti emergerebbero indizi concreti di una volontà politica di ridimensionare il Riviera del Corallo. Privatizzare a tutti i costi in un momento discutibile, vale a dire nella pienezza di un processo di infrazione, va letta tenendo nel giusto conto le indicazioni delle Istituzioni nazionali. Se è vero che non è in discussione la chiusura dello Scalo, nel “Parere della 8° Commissione Permanente del 30 luglio 2015 sull’Atto del Governo nazionale N° 173” sono chiaramente indicati i parametri minimi per il mantenimento dello Status di “Aeroporto di Interesse Nazionale”: “raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario anche tendenziale e di adeguati indici di solvibilità patrimoniale dimostrabili con un piano industriale, corredato da un piano economico finanziario, riferito almeno a un triennio; mantenimento delle condizioni richieste per la qualifica degli aeroporti di interesse nazionale; effettive condizioni di dimensione del traffico e di qualità della gestione dei singoli scali”;

In questo contesto si stipulano i Contratti di Programma tra ENAC e Gestori Aeroportuali, titolari di concessione governativa: per Alghero alle lamentele sul Management, che la politica non vuole ne intende rimuovere, esistono interrogativi che inquietano non poco (e su cui si è lungamente dibattuto), con negativi riscontri in termini di crescita delle attività Aviation di quelle non Aviation (sia pure con tempistiche differenti) in controtendenza rispetto ad altre realtà, malgrado l’esistenza e la diversità del Riviera del Corallo sia una valida e concreta risposta alle problematiche di Insularità e isolamento dei Sardi, riconosciuta a livello europeo e con ritorni economici significativi che si auspica possano quantomeno consolidarsi.

Sembrerebbe invece di assistere a una guerra per spartire risorse finanziarie, con prospettive ingiuste per il territorio del Nord Ovest della Sardegna; sulla base di quanto rilevato in sede di 8° commissione si può ragionevolmente interpretare tali scelte quale percorso di dismissione: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornando l’elenco degli aeroporti e qualora per alcuni di essi cessino i requisiti previsti per la qualifica di “Aereoporto di Interesse Nazionale”, sarebbe costretto a certificarne il ridimensionamento, con tutte le nefaste conseguenze per occupazione, economia e territorio.

Ritenere inoltre che Società partecipate pubbliche al 100% non possano fare utile non corrisponde al vero: a Sassari l’ATP, che si occupa di TPL, grazie a scelte ocurate, è florida; per non parlare di aziende come l’ARST, a livello regionale. Nel Trasporto Aereo invece è evidente il contrario. Per quali motivi? Realtà come Sogeaal, che hanno portato il Low Cost in Sardegna, non hanno più i mezzi necessari. Un quadro molto complesso che in molti, a fronte dei circa 10 euro per passeggero investiti per le attività di co-marketing della Sardegna, hanno criticato e senza proporre valide alternative.

Quando dall’altra parte, come evidenziano autorevoli esponenti della politica e del mondo accademico, spendere 440 euro per turista tramite una continuità territoriale che deve essere pensata dai sardi per i sardi, è una scelta discutibile in un ottica di mercato, in cui la continuità deve servire gli isolati isolani, ed è complementare scelta di trasporto per i diversi obiettivi che si pone, rispetto alla promozione della Sardegna attraverso il meno costoso e consolidato sistema che da due anni non esiste più per precise e inerti volontà politiche.

Gli interlocutori naturali delle Compagnie Aeree sono le Società di Gestione. Se a queste non vengono forniti gli strumenti economici o, se peggio, vengono messe in condizione di sparire, il declassamento è solo il primo dei problemi da affrontare ma non l’ultimo, venendo meno il volano di ciò che rimane di un economia del territorio già distrutta sotto svariati profili.

Tutte considerazioni ipotetiche? Mentre altrove si programma la Winter 2016, è di queste ore la notizia delle richieste di trasferimento del personale Enav di Alghero, con gestione dello spazio aereo direttamente da Olbia: ennesima dimostrazione, dopo il trasferimento del personale Ryanair, che il segnale di abbandonare la nave è stato dato. Con buona pace del Territorio e di chi taccia, senza alcun senso del pudore, i Sindacati di diffondere infondati allarmismi, continuando impunemente a fare come gli pare e piace.

 

16 Marzo 2016