17 maggio 1943, la notte che distrusse Alghero: la città si ferma per l’omaggio ai caduti
Oltre 160 morti e 500 case rase al suolo dai raid aerei britannici. Domani la cerimonia ufficiale con il Sindaco, il Presidente del Consiglio Pirisi e i cittadini.
Domani, domenica 17 maggio, alle 10 il Sindaco Raimondo Cacciotto, insieme al Presidente del Consiglio Comunale Mimmo Pirisi e ai rappresentanti dell’amministrazione e del Consiglio comunale, deporrà un omaggio floreale in Piazza Sventramento, presso la targa commemorativa dei caduti civili del bombardamento di Alghero e presso lo Scalo Tarantiello, nel monumento in onore dei sei pescatori algheresi vittime del mitragliamento del 14 maggio.
Il 17 Maggio 1943, alle 22,53 di ottantatre anni fa, la notte di San Pasquale di Alghero è segnata dai lampi dei bombardamenti dei mezzi aerei inglesi. Il bilancio è tragico, oltre 160 morti, distrutti circa 3.200 metri quadri di superficie edificata, oltre 500 abitazioni risultano abbattute e danneggiate. Lo spettacolo della città bombardata è terribile. Il peso dei crolli causerà danni alle strade e alle infrastrutture e la guerra lascia negli anni a venire un pesante fardello di sofferenza per la città di Alghero, con una percentuale altissima di senza tetto che rimarrà tale per diversi anni. La città ha conservato per decenni tracce di quei bombardamenti.
“Gli algheresi non lo hanno dimenticato, e l’Amministrazione vuole tenere vivo il ricordo di quell’episodio così drammatico, ancora chiaro e incancellabile nei ricordi di chi, tra quei pochi ancora tra noi, è testimone ancora eloquente di quella pagina della nostra storia”, afferma il Sindaco Raimondo Cacciotto. “quanto accadde quel giorno alle 11 di sera – continua – è una ferita aperta, rispetto alla quale gli algheresi hanno dato una risposta coraggiosa, rialzandosi, ricostruendo e ripartendo. Ricordiamo tutti coloro che hanno pagato un prezzo pesantissimo nella notte di Sant Pasqual, e credo sia arrivato il momento di sdebitarci concretamente. Alghero non ha una lapide per dare un nome a tutti loro, solo un monumento commemorativo al cimitero cittadino. Sarebbe opportuno pensare un luogo in cui sia finalmente visibile il segno di una tragedia collettiva che ha colpito in larga parte le fasce sociali più indifese della città, anziani, bambini, donne”.


















