Referendum, l’analisi di Valdo Di Nolfo: «Giovani e fuorisede i veri protagonisti della vittoria del NO»
Il consigliere regionale sottolinea il peso del voto under 35 (61%) e la mobilitazione della società civile: «La politica impari dai ragazzi, basta tagli ai diritti dei precari e degli studenti».
«Giovani, fuorisede e società civile: sono queste sono le chiavi che hanno portato alla netta affermazione del no alla pseudo riforma Nordio e alla difesa della Costituzione». Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo come da tradizione politica fa l’analisi del voto all’indomani del referendum: una vittoria, quella netta del NO al 54% su scala nazionale, che si articola in tre chiavi fondamentali.
«Ancora una volta i giovani si dimostrano il vero ago della bilancia con un dato netto -analizza l’onorevole-: chi ha tra i 18 e i 34 anni ha votato NO con un clamoroso 61%. Nel comizio di chiusura della campagna referendaria che abbiamo organizzato in piazza ad Alghero abbiamo fortemente voluto coinvolgere e dare voce agli interventi di due giovanissimi, di 18 e 20 anni, Edoardo Sanna e Stefano Pintus. La politica deve imparare da ragazzi come loro ed è dal loro apporto che non possiamo prescindere per costruire insieme il futuro: in un mondo in cui tutti blaterano del dover mettere al centro dell’agire politico le nuove generazioni noi lo abbiamo fatto davvero».
Altra direttrice di analisi sono i fuorisede: «Credo che tanto abbia pesato anche la scelta del governo Meloni di impedire il voto ai fuorisede: si tratta quasi sempre di giovani studentesse e studenti universitari o lavoratrici e lavoratori precari. Si tratta dell’ennesima volontà del governo di tagliare i diritti civili. Noi crediamo invece, e casomai ci fossero dubbi lo dimostrano i numeri, che questa generazione è fondamentale per guardare al futuro dell’Italia e dovremmo preservarla dandogli la voce che gli spetta di diritto» spiega Di Nolfo.
Ultimo ma non per importanza il consigliere pone l’accento sulla «imponente mobilitazione della società civile: i comitati del no sono stati fondamentali in queste settimane. In questo clima di grande fermento si sono visti molto meno i partiti e i rispettivi esponenti, a vantaggio di un profuso impegno di cittadine e cittadini nella campagna del no che ha permesso la vittoria della società civile. Perché è così si fa politica: mettendo davanti le esigenze della comunità rispetto a quelle dell’élite politica».
Un passaggio necessario sul voto bulgaro di Alghero: «Sono fiero che nella mia città il lavoro svolto, l’impegno di comunicazione e il confronto aperto, abbiano portato i propri frutti tanto che qui lo scarto ha raggiunto quota 20, con uno storico 60% per il no, rispetto ai 6 punti di media nazionale. Un risultato che deve rendere orgogliosi tutte e tutti gli algheresi che hanno risposto quasi all’unanimità a tutela della Costituzione, della democrazia e della giustizia» afferma l’unico rappresentante della Riviera del Corallo in Consiglio regionale.
In chiusura il plauso dell’onorevole Di Nolfo a chi si è impegnato in questo referendum: «La dedica di questo risultato va ai giovani, agli studenti fuorisede e ai comitati che tanto si sono impegnati per il raggiungimento di questo risultato. Chi come me ha fatto dell’attività politica una scelta di vita ha il dovere di impegnarsi. Tanto invece è dovuto a chi lo fa con forme di straordinaria militanza e attivismo politico: a loro va il mio ringraziamento e quello di tutte e tutti» conclude.

















