Pranzo a Sa Segada, l’opposizione: «Subaffitto e uso politico vietati sugli immobili regionali»
Per la coalizione di centrodestra la precisazione postuma sui fondi al Comitato non sanerebbe le irregolarità sull'uso della struttura demaniale.
«Europa Verde modifica la comunicazione dell’iniziativa di Sa Segada e aggiunge ora che una parte del ricavato sarà destinata al Comitato di borgata. Una precisazione postuma incredibile che non cancella il dato originario: il pranzo era stato pubblicizzato dai seguaci dI Cacciotto per sostenere economicamente la sede e le attività politiche del partito. Sono elementi certificati da locandine e post di Europa Verde. Peraltro confermati da tanti cittadini che hanno aderito all’iniziativa. E resta da chiarire a quale titolo sia stato utilizzato un immobile del demanio regionale». Lo dichiarano i gruppi consiliari del centrodestra algherese.
«Se la destinazione di una parte del ricavato al Comitato è stata decisa successivamente, sarebbe opportuno chiarirlo. In ogni caso, questa circostanza non risolve la questione fondamentale: un bene pubblico può essere utilizzato soltanto nel rispetto del titolo di concessione, della sua destinazione e delle eventuali autorizzazioni necessarie. Peraltro, gli avvisi pubblici per questi beni prevedevano espressamente una clausola particolarmente rilevante che stabiliva che il conduttore «non potrà subaffittare o cedere il contratto o il godimento del bene». E, comunque, fra i potenziali conduttori l’avviso non menziona i partiti politici». «Il sostegno economico a un partito è una finalità privata, non una finalità pubblica. Per questo non basta il consenso del Comitato che ha in gestione la struttura: occorre verificare se il contratto con la Regione consenta di mettere l’immobile a disposizione di un soggetto politico per un’iniziativa di autofinanziamento e se fosse necessaria un’autorizzazione espressa».
«È singolare che, anziché chiarire subito il quadro autorizzativo, si risponda introducendo una diversa destinazione di parte delle risorse. La trasparenza richiede atti e risposte precise, non poco credibili ricostruzioni successive». «Confermiamo quindi che sottoporremo la vicenda agli organismi di controllo competenti, affinché verifichino la regolarità dell’utilizzo dell’immobile regionale e la sua conformità alle norme che disciplinano il patrimonio pubblico. I beni dei cittadini non possono essere messi a disposizione di un partito politico senza regole certe e verificabili. A discapito di altre forza politiche, ugualmente legittimate, e, soprattutto, in danno dei cittadini sardi» – concludono dall’opposizione.
















