Polemica sul concerto per il Maestro Nannarelli: «Dimenticata la famiglia Mordenti»
La nota della docente e violinista Maria Mordenti: «Piena condivisione per l'omaggio, ma la memoria musicale di Alghero deve essere raccontata nella sua completezza»
L’omaggio al Maestro Nannarelli, tenutosi lo scorso 14 luglio nella cornice di Lo Quarter, riaccende i riflettori sulla storia musicale della città, ma apre anche un dibattito sul valore della memoria condivisa. A intervenire pubblicamente è Maria Mordenti, violinista e docente di musica, che pur esprimendo apprezzamento per l’iniziativa e per l’annuncio dell’intitolazione di uno spazio urbano a Nannarelli, esprime forte rammarico per il mancato coinvolgimento della famiglia del Maestro Augusto Mordenti.
Nel corso dell’evento – che ha visto la partecipazione dell’Amministrazione comunale e del Presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi – è stato citato anche il nome di Augusto Mordenti. Tuttavia, nessun familiare è stato invitato o informato dell’iniziativa.
Una dimenticanza che fa discutere, considerato il peso specifico che la figura di Mordenti ha avuto per Alghero: già Direttore Artistico dell’Istituto Artistico Musicale “Giuseppe Verdi”, il Maestro è stato per anni un punto di riferimento formativo per intere generazioni. Un legame con la scuola proseguito anche attraverso i figli (Maria vi ha insegnato per 17 anni, il fratello per 22) e segnato da un gesto d’impegno civile straordinario: quando l’Istituto rimase privo di sede, la famiglia Mordenti lo ospitò nella propria abitazione per un intero anno, permettendone la sopravvivenza.
«Ho accolto con sincera partecipazione l’omaggio al Maestro Nannarelli, figura che mio padre ha profondamente stimato», spiega Maria Mordenti. «Proprio per questo mi ha sorpresa e addolorata constatare che, nonostante fosse stato ricordato anche il nome di mio padre, nessun componente della nostra famiglia sia stato invitato. Tanto più che il concerto si è svolto a soli tredici giorni dal terzo anniversario della sua scomparsa».
Per la docente, la questione supera il semplice garbo istituzionale e riguarda il modo in cui viene ricostruita la storia culturale cittadina: «La memoria culturale, per essere autentica, deve essere completa. Deve riconoscere le persone, i legami, i sacrifici attraverso cui una storia è stata costruita. Non chiediamo di togliere spazio al ricordo di alcuno, ma che nessun protagonista venga dimenticato».
Pur dichiarandosi aperta ad eventuali chiarimenti, la famiglia Mordenti sottolinea che la vicenda non può risolversi in una semplice risposta formale. L’auspicio è che le istituzioni individuino un’occasione pubblica e adeguata per rendere il giusto riconoscimento al ruolo svolto dal Maestro Augusto Mordenti e dalla sua famiglia nella crescita culturale e musicale di Alghero.
Nella foto: Augusto Mordenti

















