«Ortopedia dell’Ospedale Marino a rischio ridimensionamento»
Passata da 300 a 1.200 interventi l'anno, l'Ortopedia di Alghero soffre la riduzione degli spazi e delle sale operatorie. Forza Italia: «Servono chiarezza dalla ASL e tutele dalla Regione».
«Il progressivo ridimensionamento dell’Ortopedia dell’Ospedale Marino non può essere considerato una semplice questione organizzativa interna alla ASL. È in gioco il futuro di un reparto che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita straordinaria e che è diventato un punto di riferimento non soltanto per Alghero, ma per l’intero Nord Sardegna e, più in generale, per pazienti provenienti da tutta l’Isola». Lo affermano Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, del gruppo consiliare di Forza Italia.
«La fotografia che emerge è difficilmente conciliabile con l’idea di un potenziamento del reparto. Dopo l’attivazione, nel marzo 2024, della nuova sala operatoria ISO 5 al primo piano del Marino, l’Ortopedia è passata da circa 300 a 1.200 interventi annui, ampliando anche il ventaglio delle attività, dalla traumatologia alla chirurgia elettiva. È cresciuta l’équipe e sono state sviluppate competenze e tecniche chirurgiche innovative. Eppure oggi – proseguono gli esponenti di Forza Italia – quella capacità viene messa sotto pressione. La riduzione dell’attività è coincisa con il dimezzamento delle sedute operatorie, conseguente alla contemporanea presenza dell’Oculistica nello stesso presidio, dove è disponibile una sola sala operatoria. Una situazione che, seppure presentata come temporanea, rischia di incidere pesantemente sulle potenzialità dell’Ortopedia».
La stessa ASL, nel marzo scorso, aveva indicato nel trasferimento dell’Oculistica al Marino una soluzione organizzativa legata ai lavori in corso al Civile, prevedendo nel Marino l’attività di Ortopedia e Traumatologia, Traumatologia dello sport e Oculistica. «Ma il problema è più ampio. Gli indirizzi regionali avevano individuato per l’Ortopedia del Marino un obiettivo preciso: mantenere e migliorare gli standard raggiunti, fare della struttura un punto di riferimento dell’Ortopedia nel Nord Sardegna e sviluppare anche le tecniche innovative, compresa la chirurgia robotica. È quindi necessario capire come si concili questo indirizzo con l’attuale riduzione degli spazi e delle sedute operatorie».
«C’è poi il paradosso delle sale operatorie. Il progetto di adeguamento del blocco operatorio prevedeva tre sale ISO 5. La prima è stata realizzata ed è operativa dal 2024; le altre due avrebbero dovuto essere completate già nell’ambito del percorso precedente al passaggio del Marino dalla AOU alla ASL. La mancata conclusione dei lavori impedisce oggi di utilizzare pienamente una struttura che avrebbe potuto aumentare sensibilmente la capacità chirurgica». La vicenda delle tre sale e dell’investimento complessivo di circa 1,45 milioni di euro è stata recentemente sollevata anche dalla UIL FPL: attualmente una sola sala risulta pienamente operativa.
«Particolarmente grave – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – è quanto emerge sulla rendicontazione delle spese sostenute per la prima sala operatoria. Se problemi amministrativi legati alla rendicontazione dei lavori già eseguiti dovessero effettivamente impedire l’accesso alle risorse necessarie per completare il blocco operatorio, ci troveremmo davanti a un paradosso inaccettabile: sale operatorie finanziate e progettate, ma non pienamente disponibili per problemi burocratici».
Nel frattempo, al Civile sono in corso lavori per nuovi ambulatori chirurgici avanzati destinati all’attività oculistica e, contemporaneamente, al Marino sarebbero state destinate ulteriori risorse per un altro ambulatorio chirurgico avanzato, con conseguente sottrazione di ulteriori spazi all’Ortopedia. «Prima si finanzia e si progetta il completamento delle sale operatorie, poi non si riesce a renderle operative; contemporaneamente si destinano nuovi spazi del Marino ad altre attività, sottraendoli a un reparto che avrebbe bisogno esattamente del contrario: più sale, più spazi e più capacità chirurgica. È una strategia che deve essere spiegata».
«E non si tratta soltanto di una questione algherese. L’Ortopedia del Marino accoglie da anni pazienti provenienti da diverse aree della Sardegna, anche attraverso i pronto soccorso di Sassari, Nuoro e Tempio e, sempre più, da territori del Sud dell’Isola. Anche a seguito delle difficoltà nelle quali versano altre strutture ortopediche regionali, in alcuni casi arrivate alla riduzione o alla sospensione dell’attività per carenza di personale. Proprio per questo – sottolineano i consiglieri azzurri – chiediamo alla ASL n. 1 di Sassari di chiarire con precisione chi abbia disposto l’attuale distribuzione delle sedute operatorie, sulla base di quali valutazioni e quale sia il carattere effettivamente temporaneo della riduzione dell’attività dell’Ortopedia. E chiediamo alla Regione di dire se il ridimensionamento del Marino sia soltanto una scelta organizzativa aziendale oppure se corrisponda a un nuovo indirizzo regionale».
«E il sindaco Cacciotto? Ancora una volta sta alla finestra con fare “meditabondo”. Ma sull’Ortopedia del Marino non basta stare alla finestra. Il sindaco deve intervenire, e deve farlo con determinazione. Deve chiedere conto alla ASL delle scelte compiute, alla Regione delle proprie strategie e pretendere il completamento del blocco operatorio» Non si può assistere in silenzio al ridimensionamento di un reparto che, con una sola sala operatoria, è arrivato a realizzare oltre mille interventi l’anno e ha attratto pazienti da tutta la Sardegna. Se una struttura è cresciuta, ha sviluppato professionalità e ha dimostrato di saper rispondere alla domanda di salute, la politica dovrebbe preoccuparsi di potenziarla, non di ridurne progressivamente la capacità».
«Il sindaco scelga, dunque, se continuare a stare alla finestra o se assumere finalmente un’iniziativa forte a difesa dell’Ortopedia del Marino. Forza Italia continuerà a vigilare e a chiedere che gli investimenti già programmati si trasformino in sale operatorie realmente funzionanti e che al reparto venga restituita la capacità necessaria per continuare a essere un punto di riferimento per Alghero e per la Sardegna» – concludono gli esponenti del Gruppo consiliare Forza Italia.
















