“La pineta di Alghero non si piange, si protegge”
Controllo degli accessi, prevenzione degli incendi e fondi dalla tassa di soggiorno: la ricetta di Gianfranco Langella per salvare il polmone verde della città
Il degrado, l’abbandono dei rifiuti e la costante minaccia degli incendi impongono una riflessione non più rinviabile sul futuro della pineta di Alghero. Non si tratta soltanto di proteggere un’area verde, ma di custodire l’identità, i ricordi e la sicurezza dell’intera comunità. Di seguito, la proposta e la testimonianza diretta di Gianfranco Langella per un cambio di rotta decisivo nella gestione del nostro patrimonio naturale.
Dopo aver trovato la pineta sporca, rifiuti e oggetti abbandonati. Dopo aver visto un patrimonio maltrattato. E, ancora peggio, dopo gli incendi. Qualche anno fa, durante uno di questi incendi, una persona a me molto vicina ha rischiato seriamente la propria incolumità. Non coscientemente, ma per amore del proprio territorio, si è buttata praticamente tra le fiamme per cercare di spegnere il fuoco. Questo non deve più accadere. La pineta non è un semplice insieme di alberi. È un pezzo della nostra vita, della nostra storia e dei nostri ricordi. È il polmone verde di Alghero.
E allora perché continuiamo ad aspettare il giorno dopo? Recintiamola, organizziamo gli accessi, mettiamo guardiania, videosorveglianza e sistemi moderni di controllo, nel rispetto delle norme. Non significa chiuderla: significa custodirla. I residenti potrebbero entrare gratuitamente mostrando un documento. A chi viene da fuori si potrebbe chiedere un piccolo contributo, assolutamente accessibile, da reinvestire nella stessa pineta. E utilizziamo anche una parte della tassa di soggiorno per pulizia, manutenzione, sicurezza, prevenzione degli incendi e servizi.
In tante località parchi e aree naturali sono organizzati, controllati e dotati di tavoli e servizi, alcuni dei quali a pagamento. Perché ad Alghero non possiamo fare altrettanto? Significherebbe anche creare lavoro: guardiania, manutenzione, pulizia, cura del verde, controllo e servizi. Proteggere l’ambiente può significare anche creare economia. E sia chiaro: chi viene ad Alghero è il benvenuto. Il turismo è una ricchezza. Ma chi arriva deve trovare un luogo pulito, ordinato e bellissimo e deve lasciarlo nello stesso modo in cui lo ha trovato. Questa deve essere l’immagine che un turista porta a casa della nostra città.
Qualcuno dirà che tutto questo costa. Certamente. Ma quanto ci costa ogni anno intervenire dopo? E quanto può costarci perdere una pineta cresciuta in decenni? Un rifiuto possiamo raccoglierlo. Un tavolo possiamo sostituirlo. Un albero distrutto dal fuoco non possiamo ricomprarlo il giorno dopo. E alla fine non servono miracoli. Ci vuole buona volontà. Ci vuole amore per la propria città, per la sua storia e per le sue tradizioni.
Ed è proprio questo che troppo spesso è mancato a chi avrebbe dovuto avere il coraggio di intervenire prima. Perché amministrare non significa aspettare il danno e poi indignarsi. Significa amare Alghero abbastanza da proteggerla prima.
















