I Focs de Sant Joan accendono Alghero

Quattro giorni di eventi culminati sulla spiaggia di San Giovanni tra tradizione catalana, arte e una partecipazione sempre più ampia di cittadini e turisti.

Una festa dal forte valore identitario che continua a crescere e ad attirare sempre più persone, tra cittadini e visitatori. Si è chiusa ieri ad Alghero l’edizione 2026 dei Focs de Sant Joan, appuntamento che negli anni è diventato uno dei momenti simbolo dell’inizio dell’estate e della tradizione cittadina, capace di intrecciare cultura popolare, arte, spiritualità e partecipazione collettiva.

Dopo quattro giornate di eventi, la serata finale sulla spiaggia di San Giovanni ha riportato al centro il rito più atteso: il grande fuoco acceso al tramonto, cuore simbolico della manifestazione. Un momento che ha trasformato la luce del giorno nel calore della comunità, davanti a una cornice naturale che ogni anno richiama un pubblico sempre più numeroso.

L’accensione del braciere è avvenuta come da tradizione grazie alla Flama del Canigó, giunta in corteo fino alla spiaggia accompagnata dai Tomborins Sant Joan della Porta Latina, da Omnium Cultural e dalla Pro Loco Alghero, insieme alle autorità cittadine, ai quartieri e alle borgate. A dare il via alle celebrazioni il sindaco Raimondo Cacciotto, il presidente della Pro Loco Ennio Asuni e i rappresentanti della Generalitat de Catalunya – Offici de l’Alguer e di Omnium Cultural.

Tra i momenti più apprezzati della serata, l’esibizione della Sardana, danza tradizionale catalana, interpretata dalla Colla Vilafranca Sardanista di Vilafranca del Penedès accompagnata dalla Cobla dell’Escola Municipal de Música di Berga, ulteriore testimonianza del legame storico e culturale tra Alghero e la Catalogna.

Particolarmente suggestivo il rito del comparatico, con centinaia di partecipanti vestiti di bianco – comari e compari – pronti a suggellare il tradizionale patto simbolico di fratellanza e amicizia. Un colpo d’occhio che ha trasformato la spiaggia di San Giovanni in un grande spazio di condivisione.

Sotto la direzione artistica di Chiara Murru e il coordinamento tecnico dello Spazio T, la serata ha alternato musica, danza e narrazione in italiano e in algherese. Le voci narranti di Gianni Dettori, Maria Antonietta Pirrigheddu ed Elisabetta Dettori hanno accompagnato il racconto scenico che ha visto coinvolti anche bambini, famiglie e artisti del territorio.

Tra le immagini simbolo dell’edizione, la barca di luce ideata da Fabio Loi – già introdotta lo scorso anno – riempita di palloncini bianchi dai bambini dell’asilo Girotondo, diventata emblema di speranza e futuro. Sul mare, le vele latine hanno completato uno scenario reso ancora più evocativo dal tramonto.

Le coreografie “Luna e Abba” curate dal danzatore Antonio Bissiri e la colonna sonora firmata dal producer Francesco Medda Arrogalla hanno accompagnato il momento culminante del salto del fuoco, che ha coinvolto oltre 300 persone, compresi numerosi turisti.

Spazio anche all’omaggio culturale all’Anno Deleddiano, con la presenza simbolica delle erbe dedicate a Grazia Deledda, e alla musica con il pianoforte sulla spiaggia di Raffaele Puglia e il coro dei bambini della scuola primaria Sacro Cuore guidati da Claudia Crabuzza sulle note di Vida Continua di Pino Piras.

«È stata un’edizione straordinaria – ha dichiarato il presidente della Pro Loco Alghero Ennio Asuni –. Dai legami tra mare e terra alla riscoperta delle tradizioni, fino alla partecipazione attiva di quartieri e borgate: i Focs sono ormai un appuntamento atteso non solo dagli algheresi ma anche dai turisti che ogni anno scelgono di vivere questa esperienza».

La manifestazione è stata organizzata dalla Pro Loco Alghero Riviera del Corallo con il contributo del Comune di Alghero, Alghero Turismo, Regione Autonoma della Sardegna, Camera di Commercio di Sassari, nell’ambito del programma Salude&Trigu e con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

24 Giugno 2026
Autore della foto: Roberta Carboni