Grotta Verde, Sartore gela Cocco: «Parla senza conoscere i fatti, l’apertura è vietata per legge»
L'esponente della maggioranza replica alle accuse di Fratelli d'Italia: «Nessun fallimento gestionale, la chiusura serve a tutelare le colonie di pipistrelli in letargo».
Non si placa la bufera politica sulla chiusura della Grotta Verde durante il weekend pasquale. Dopo l’affondo di Fratelli d’Italia, arriva la durissima replica di Pietro Sartore, che non risparmia critiche al capogruppo Alessandro Cocco, accusandolo di approssimazione. «Osservo con dispiacere che l’ansia comunicativa fa fare troppo spesso brutte figure al consigliere Cocco», esordisce Sartore, suggerendo come cura «lo studio dei fatti, perché se ignorare non è una colpa, parlare senza conoscere rischia di diventarlo».
Secondo Sartore, l’esponente del centrodestra sarebbe scivolato su una “buccia di banana” normativa: «In questa stagione l’apertura della Grotta Verde non è permessa dalla normativa regionale, che tutela la colonia di chirotteri (pipistrelli) ancora in fase di letargo. È un obbligo legato alla salvaguardia ambientale che pone l’ecosistema al primo posto».
Infine, l’affondo sulla gestione del Parco: «Il Parco nasce per tutelare l’ambiente, non per staccare qualche biglietto in più distruggendo un ecosistema. Esporsi senza conoscere il quadro normativo genera solo disinformazione e diventa un boomerang, come dimostrato dalla smentita istituzionale del Parco che ha reso pubblica l’ignoranza del consigliere sul tema».

















