Giuliano Gemma, signore del western all’italiana e tanto altro

La dinamica è quella di una fatalità, che si è portata via Giuliano Gemma, morto ieri sera in seguito ad un incidente automobilistico. L’attore è stato un indiscusso protagonista del cinema italiano, quello degli anni più fortunati, che ha avuto la capacità di riuscire a dare vita a veri e propri stilemi cinematografici, rimasti incastonati nell’immaginario collettivo. Uno su tutti, quello dei western all’italiana che gli americani si sono immaginati per noi. Pietre miliari come “Una Pistola per Ringo” con sequel annessi, per arrivare a “Un dollaro bucato”, col quale ottiene ufficialmente il riconoscimento di signore del western all’italiana, E d’altronde come non avrebbe potuto, con quel viso penetrante, l’espressione pacata, seriosa, intrigante, suggestiva. Una sintesi indefinibile della quale, peraltro, non sembra aver mai abusato.

Ma non è stato solo questo Gemma, per quanto attore normale, molto modesto, non si è fermato ad essere simbolo di un fortunatissimo “movimento” cinematografico. Ha anche collaborato con grandi registi italiani, come nel caso della sua partecipazione ne “Il Gattopardo” di Luchino Visconti e nel 1964 il regista francese Bernard Borderie lo trova perfetto per il ruolo di Nicholas in “Angelica” al fianco di Michèle Mercier. Ma anche ad inaugurare una nuova fase della carriera, che lasciava alle spalle la caratterizzazione del personaggio troppo definita che i western gli avevano cucito addosso: a segnare questo nuovo inizio il ruolo del Maggiore Mathis nel film di Valerio Zurlini “Il deserto dei Tartari”, datato 1976, ispirato al grande capolavoro letterario di Dino Buzzati, film del quale ha rivelato i segreti in una interessante intervista di qualche mese fa. Una consacrazione che gli ha dato facoltà di entrare di diritto in un panorama affermato di artisti che non necessitassero di molto altro per vantare un riconoscimento. Kirk Douglas, Henry Fonda, Catherine Deneuve, Alain Delon e rita Hayworth. Questi nomi, al fianco dei quali ha recitato, raccontano della caratura di un uomo di cinema che ha avuto il pregio di non farsi condizionare dal pericolo di un effimero successo. O, per lo meno, questo era quanto pareva.

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2 Ottobre 2013