Ecocentro, Daga: «Toni accesi per il sole di luglio, ma nessun abuso»

L’esponente della Giunta replica al centrodestra dopo la richiesta di revoca delle deleghe: «Ho detto chi ero solo per chiarire che conosco i regolamenti da amministratore. Contro di me c'è un accanimento politico permanente».

Dopo l’attacco frontale del centrodestra, arriva la replica ufficiale dell’assessore alla Programmazione e al Bilancio del Comune di Alghero, Enrico Daga. L’esponente della Giunta Cacciotto respinge le accuse di presunto “bullismo istituzionale” sollevate dall’opposizione, ricostruendo la propria versione dei fatti in merito a quanto accaduto domenica mattina all’ecocentro di Galboneddu.

Daga spiega di essersi recato nelle strutture di conferimento per smaltire dei residui di giardinaggio durante la sua giornata libera, difendendo la scelta politica dell’amministrazione di garantire le aperture domenicali. «Con il sole di luglio, vestito da operaio, ho caricato il furgone e mi sono recato prima all’ecocentro di Ungias Galanté», spiega l’assessore, precisando di essere stato poi reindirizzato a Galboneddu poiché il primo cassone era pieno.

Arrivato alla seconda struttura e superata la sbarra d’ingresso, l’amministratore è stato approcciato da un addetto del servizio: «Sono stato raggiunto da un operatore che mi ha contestato di essermi avvicinato senza aver richiesto preventivamente l’autorizzazione. Da lì è nato un confronto che, progressivamente, si è acceso». L’assessore ammette la tensione del momento, ma respinge la narrazione dell’opposizione: «Non nego che i toni si siano irrigiditi. Succede quando due persone discutono, soprattutto dopo ore di lavoro fisico, sotto un sole cocente. Se avessi potuto gestire quel momento con maggiore lucidità, lo avrei fatto. Ma respingo con assoluta fermezza la caricatura che qualcuno ha deciso di costruire».

In merito al riferimento alla propria carica istituzionale, che secondo il centrodestra sarebbe stata usata per saltare le procedure di identificazione, Daga precisa: «Durante quella discussione ho detto di essere un amministratore della città. Non per pretendere privilegi, non per ottenere trattamenti di favore e tantomeno perché qualcuno dovesse “obbedirmi”». L’obiettivo, secondo la nota dell’assessore, era sottolineare la sua consueta frequentazione dei centri di raccolta sia come utente che come amministratore pubblico che rispetta le regole.

L’esponente della Giunta esprime forte perplessità sulla rapidità con cui la vicenda è stata trasformata in una richiesta di dimissioni da parte delle minoranze, definendola una manovra basata su ricostruzioni non verificate. «È quantomeno singolare chiedere la condanna politica di una persona mentre, nello stesso comunicato, si ammette che i fatti devono ancora essere verificati», attacca Daga.

La riflessione dell’assessore si sposta poi sul clima politico locale, denunciando una presunta strategia di delegittimazione nei suoi confronti: «Da tempo avverto un livello di accanimento che va ben oltre il normale confronto democratico. Ogni episodio, ogni gesto e perfino momenti della mia vita privata sembrano diventare occasioni per alimentar una campagna permanente di delegittimazione personale». Daga conclude manifestando preoccupazione per un’escalation che rischia di «trascinare la politica algherese su un terreno che non le appartiene», confermando l’intenzione di proseguire nel proprio mandato e nelle proprie attività amministrative.

6 Luglio 2026