Di Gangi (FdI) replica a Di Nolfo: «Usa il dramma mediorientale per fare propaganda»

Il responsabile Turismo di Fratelli d'Italia: «La Regione non ha poteri sul traffico aereo. La Sardegna resti terra accogliente, no a boicottaggi indiscriminati».

Non si placa il dibattito politico attorno ai collegamenti aerei tra la Sardegna e Israele. Dopo la formale richiesta di blocco dei voli charter avanzata dal consigliere regionale Valdo Di Nolfo a Enac e Sogeaal, arriva la dura replica di Marco Di Gangi, componente del direttivo di Fratelli d’Italia Alghero e Responsabile regionale del Dipartimento Turismo del partito.

«Siamo di fronte all’ennesimo esempio di propaganda ideologica costruita sulla pelle di una tragedia internazionale che meriterebbe, invece, equilibrio, serietà e senso delle istituzioni», dichiara l’esponente di Fratelli d’Italia, dicendosi stupito dalla pretesa di revocare gli slot aeroportuali.

Di Gangi interviene direttamente sul piano tecnico e istituzionale per fare chiarezza sui reali poteri dell’ente locale rispetto alla gestione dei cieli. Pur riconoscendo il valore della mozione approvata dal Consiglio regionale nel luglio 2025 come atto di indirizzo politico, l’esponente di FdI rimarca come questa non attribuisca alla Regione alcuna competenza per intervenire sul traffico aereo internazionale, né per imporre decisioni a un ente nazionale come l’Enac. «Sostenere il contrario – attacca Di Gangi – significa ignorare consapevolmente il quadro istituzionale o tentare di alimentare confusione nell’opinione pubblica».

Il responsabile del Dipartimento Turismo stigmatizza inoltre i toni utilizzati dal consigliere Di Nolfo, definendo pericoloso l’aver etichettato indistintamente i cittadini israeliani in licenza come persone con “le mani sporche di sangue”.

Se da un lato Di Gangi ribadisce come sia doveroso condannare ogni violazione del diritto internazionale e difendere i civili, dall’altro respinge con forza l’idea di una campagna di boicottaggio indiscriminato verso i cittadini di uno Stato democratico.

«Da responsabile del Dipartimento Turismo ritengo gravissimo che si continui a considerare il comparto come terreno di scontro ideologico», conclude Di Gangi. «La Sardegna deve restare una terra aperta e accogliente, capace di distinguere tra il necessario giudizio politico sui governi e il rispetto dovuto alle persone. Più che improvvisarsi ministri degli Esteri per ottenere visibilità personale, sarebbe opportuno che chi siede in Consiglio regionale si concentrasse sui problemi reali della Sardegna e dei sardi».

12 Giugno 2026