Dalle macerie alle aule: l’Università di Sassari accoglie i primi studenti palestinesi
Il Rettore Mariotti: «Garantiamo il diritto allo studio a chi lo ha perso». Borse di studio, vitto e alloggio per 17 ragazzi in fuga dalla guerra.
Il primo gruppo di studenti palestinesi è atterrato martedì all’aeroporto di Alghero, segnando l’inizio di un nuovo capitolo di solidarietà per l’Università di Sassari. Ad accogliere le quattro ragazze e i cinque ragazzi, visibilmente emozionati, erano presenti il Rettore Gavino Mariotti, l’assessore regionale Antonio Piu e il presidente dell’ERSU Daniele Maoddi. Questa mattina, nella solennità dell’Aula Magna, l’Ateneo ha presentato ufficialmente il progetto alla città, ribadendo come l’istruzione debba rimanere un baluardo inattaccabile anche nei contesti di conflitto più drammatici.
Il Rettore Mariotti ha aperto la conferenza stampa sottolineando che l’obiettivo primario dell’operazione, frutto di un lungo e complesso lavoro diplomatico e burocratico, è garantire il diritto allo studio a chi lo ha visto negato dalle bombe. Accanto a lui, l’Arcivescovo di Sassari Francesco Soddu e i referenti dell’Ufficio Orientamento hanno rimarcato il valore umano di un’iniziativa che vede la Sardegna in prima linea nei percorsi di accoglienza coordinati dalla CRUI. Un contributo decisivo è arrivato anche dal coordinamento “Students Beyond Borders-Progetto Fiori dai Cannoni”, che ha lavorato costantemente per il successo dell’operazione.
L’accoglienza si traduce in un sostegno concreto e strutturato. Cinque dei giovani arrivati potranno frequentare i corsi di Comunicazione, Mediazione Culturale e Scienze Politiche grazie a borse di studio triennali da 12mila euro finanziate direttamente dall’Ateneo, con il supporto logistico dell’ERSU per i pasti e l’alloggio. La Regione Sardegna ha invece messo a disposizione i fondi per permettere a una ragazza e un ragazzo di studiare Ingegneria informatica e Scienze politiche, mentre l’ERSU ha stanziato ulteriori risorse per altri due studenti di Ingegneria e Servizio sociale, garantendo a tutto il gruppo la permanenza gratuita nelle case dello studente.
Questo primo contingente rappresenta solo la metà di un impegno più vasto che coinvolgerà complessivamente diciassette persone. Una volta completato l’arrivo dei restanti otto giovani, l’operazione conterà in totale dieci borse dell’Università, cinque della Regione e due dell’Ente regionale per il diritto allo studio. Oltre ai contributi economici, il programma prevede l’esenzione totale dalle tasse, la fornitura dei libri di testo e un percorso di accompagnamento linguistico curato dal Centro Linguistico di Ateneo, offrendo così una protezione integrale che permetterà a questi ragazzi di trasformare il dolore dell’esilio in un’opportunità di riscatto professionale e civile.



















